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L’Arena di Verona: un’architettura semplice che resiste nel tempo

Arena di Verona

l'Arena durante un concerto

Quando si parla di Verona non può non balzare alla mente quello che è uno dei suoi simboli: l’Arena. L’anfiteatro romano, risalente al I secolo d.C., è tutt’oggi in perfetto stato di conservazione. Ospita i principali festival musicali, uno tra tutti quello lirico, ed è palco di cantanti e musicisti di fama mondiale. Poteva e può ospitare fino a 15.000 spettatori: non potendo correre il rischio di distruggere l’edificio per costruirne uno più grande, si considerò infatti non solo la popolazione della città, ma anche quella delle cittadine vicine.

Un’immensa struttura fuori dalle mura

L’Arena fu eretta all’esterno delle mura cittadine, a circa 80 metri di distanza da queste ultime, in un periodo che gli storici definiscono di pace e che coincide con l’età imperiale. Nonostante la sua edificazione risalga a un’epoca successiva alla città, la costruzione segue la struttura del reticolo urbano: l’asse maggiore dell’Arena è in parallelo ai cardini, mentre quello minore lo è con i decumani, il che dimostra una volta di più quanto fosse accurata e precisa l’architettura romana. La sua costruzione rese necessarie, inoltre, delle modifiche alle principali vie d’accesso alla città e la realizzazione di nuovi ingressi. Le misure totali dell’anfiteatro sono 520 x 420 piedi romani, che corrispondono a 152 x 123 metri circa. Di questi, l’Arena occupa una superficie 75 x 44 metri circa, mentre la cavea è larga 125 piedi, ossia una quarantina di metri.

Arena: l'esterno della struttura

La facciata esterna

L’architettura esterna ora e allora

La base dell’enorme struttura è a forma ellittica. Si tracciò prima l’ellisse dell’Arena e da essa derivarono altri due cerchi, uno minore e interno e uno maggiore, esterno e oggi mancante. Ciò che quindi oggi vediamo da fuori non è fedele la struttura originaria, proprio a causa dell’assenza dell’anello maggiore che ne costituiva la facciata. Questa parte esterna era composta da tre ordini di arcate sovrapposti, ognuno con una propria altezza, per creare un effetto di slancio verso l’alto. C’erano 72 arcate e, quindi, 72 ingressi, il tutto in pietra calcarea rosso ammonitico e in ordine tuscanico. Fu parzialmente demolito sotto il regno di Teodorico per la necessità di costruire una seconda cinta muraria.

Arena: dettaglio dell'esterno

Le arcate nel dettaglio

Durante questo periodo l’Arena fu utilizzata come cava di materiali, e ciò la danneggiò e rese necessari i successivi lavori di ristrutturazione (comunque relativamente marginali, vista la grande solidità dell’intera struttura). Oggi, dell’antica facciata esterna, rimangono solo i quattro archi della cosiddetta “ala”.

L’interno dell’Arena di Verona

L’interno comprende l’arena, ossia il “palco” sul quale si svolgevano gli spettacoli, attorniata dalle gradinate sulle quali sedeva il pubblico. La cavea, all’origine, era staccata dall’arena tramite un podio per garantire la sicurezza degli spettatori: tale cavea è costituita da tre gallerie concentriche di dimensioni diverse, ognuna delle quali costituiva un ordine di gradinate, detto maenianum, per un totale di 4 settori. Questi ultimi erano poi separati tra di loro tramite un corridoio anulare, in latino praecinctio.

Arena: L'interno

L’arena e la cavea

Questi corridoi sono stati eliminati durante i lavori di restauro del Rinascimento. Sopra il quarto ordine di gradinate s’innalzava invece un portico ricoperto da un tetto, il quale poggiava da un lato sul colonnato e dall’altro sulle mensole. I materiali utilizzati per l’intera struttura sono poveri ma resistenti: le mura interne sono di ciottoli, alternati a file di mattoni rosso scuro e malta, mentre i pilastri sono in pietra veronese e le volte in opera cementizia con malta e ciottoli. Le decorazioni originarie sono oggi assenti: in origine, infatti, erano presenti numerose statue di divinità.

L’Arena di Verona: un’architettura semplice che resiste nel tempo ultima modifica: 2019-06-21T13:46:05+02:00 da Serena Villella

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