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INTERVISTE NATURA

La fotografia di Silvano Paiola, dalla Lessinia all’Alaska

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Il lupo: una specie animale che non lascia indifferenti. Fin dall’antichità ci hanno insegnato a temerlo, perché considerato un animale pericoloso. Chi di noi non conosce la favola di Cappuccetto Rosso? Ma ci sono leggende che lo rappresentano come mansueto, proprio come la lupa del mito di Romolo e Remo e la nascita di Roma. E c’è chi, come Silvano Paiola, che ce lo fa vedere con altri occhi.

Silvano Paiola, durante un suo viaggio-reportage.
Silvano Paiola, durante un suo viaggio-reportage.

Racchiude in uno scatto paesaggi da favola

Silvano Paiola nasce e vive a tutt’oggi a Negrar di Valpolicella e ha fatto viaggiare con la fantasia le numerosissime persone che hanno affollato le sue serate che si sono tenute sia nella provincia di Verone che fuori provincia, come ad esempio presso il Museo Naturalistico Archeologico di Vicenza. Con la sua testimonianza-racconto “Cinque anni con i lupi” ha permesso ad adulti e bambini di potersi avvicinare a questo animale, molte volte demonizzato.

Silvano Paiola e la sua grande passione per i lupi e gli orsi

Conoscere Silvano significa accrescere la conoscenza sulle caratteristiche straordinarie di queste due specie di grandi predatori.

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Una spettacolare immagine di due orsi mentre giocano.

Perché ti sei appassionato dei lupi?

“Se nelle favole il lupo è il cattivo, nella realtà è lui la vittima dell’uomo: in Italia si stima che ogni anno muoiano almeno 300 lupi, per cause naturali e non, su una popolazione di circa 1600 tra Alpi e Appennini”.

E la passione per la fotografia quando e come nasce?

“Ho iniziato a fotografare all’età di vent’anni. Dal 2010 ho cercato di approfondire lo studio della fotografia per poter migliorare gli scatti ottenuti, fino ad arrivare alla stampa “fine art”. Il mio grande amore per la natura, in particolare per gli animali selvatici, mi spinge spesso  ad alzatacce prima dell’alba, seguite da appostamenti lunghissimi, spesso estenuanti, molte volte in condizioni climatiche proibitive, speranzoso di catturare qualche immagine emozionante. Ma l’emozione più grande, quella che toglie il fiato, è senz’altro l’essere riuscito a documentare 5 anni di vita di Slavc, il lupo che è arrivato dalla Slovenia e che ha incontrato la sua Giulietta, un esemplare di lupo italiano.

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Fotografare significa alzatacce e pasti frugali.

Monitorato per un periodo dal radiocollare, Slavc ha percorso quasi 2.000 chilometri, attraversando fiumi, paesi, città e persino autostrade, per stabilirsi nello splendido Parco della Lessinia. Una delle volte che mi sono trovato faccia a faccia con Slavc è stata un’emozione indelebile. Lo vedo e premo il pulsante d’impeto e il giovane lupo si volta, guardando verso di me, sicuramente a causa del rumore provocato dalla mia reflex. Dopo meno di due minuti il lupo riprende la sua strada e sparisce nella boscaglia”.

I racconti e le foto di Silvano Paiola sono state pubblicate anche dal National Geograpichs e dal 2019 affianca alla sua passione dei lupi con quella per gli orsi

Quali sono stati i tuoi ultimi viaggi?

“I mei ultimi viaggi sono stati in Slovenia, in Finlandia, nel Parco dello Yellowstone, in inverno, con temperature ben sotto lo zero vivendo la magia del Montana e in Alaska. Per me, entrare nella foresta è come aprire un libro di fiabe dove vengono raccontate storie di animali docile e feroci. La presenza dell’orso, animale possente, ci fa sentire piccoli e indifesi. Ora il Covid-19 ha fermato tutto il mondo e anche i miei viaggi e reportage fotografici hanno dovuto subire una battuta d’arresto. Appena sarà possibile ripartirò. Il silenzio dei boschi, delle foreste e l’andrenalina che provo quando avvisto lupi ed orsi, in primis, ma qualsiasi altro animale, sono la carica che  mi serve per staccare da questa vita frenetica”.

La fotografia di Silvano Paiola, dalla Lessinia all’Alaska ultima modifica: 2020-06-22T12:15:15+02:00 da Nicoletta Buttorini
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