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Entrare nel Parco delle Cascate di Molina, un luogo magico

Entrare nel Parco delle Cascate di Molina

Attraverso le parole di Agostino Sartori mi sembra di entrare fisicamente nel Parco delle Cascate di Molina. Si tratta di una delle più belle e meglio preservate aree naturali della nostra provincia. Fu il confratello dell’Ordine Don Calabria professor Giuseppe Perin, appassionato geologo, che con pionieristico entusiasmo iniziò una lunga e importante opera di valorizzazione del territorio. Mentre la gente lasciava Molina per zone meno remote, Perin coinvolgeva sindaco, parroco e il paese tutto formando un primo comitato di intervento. Nel 1975 il Parco nacque ufficialmente insieme alla ProLoco, che ne avrebbe gestito e curato il mantenimento e la promozione per i successivi decenni.

Cascata Nascosta Mod
Le magnifiche forme create dall’erosione dell’acqua. Foto di Davide Peccantini.

Il borgo di Molina

La Valpolicella offre molte possibilità a chi voglia esplorare le colline veronesi. Dal Comune di Fumane si raggiunge la frazione “in quota”: Molina. Essa deve il proprio nome alla quantità di mulini presenti sui pendii, nati tutti in prossimità dello stesso corso d’acqua. Questi mulini furono in attività fino al VII secolo: erano la base dell’economia locale sicuramente già dal 6 Settembre del 920 d.C. A quel preciso giorno, infatti, risale un diploma del Re d’Italia Berengario, con il quale trasferiva al figlio i diritti terrieri di uno dei propri sostenitori militari. Questo atto cita i mulini dell’antico borgo di Molina, attestandone l’esistenza, al prossimo 6 settembre, occasione di una grande celebrazione, da ben 1100 anni. Inoltre, il territorio è ricco dei segni di un passato ancora più antico. Si possono rintracciare presenze di Neanderthal in vari luoghi, come la Grotta di Fumane.

Cascata Sottile Mod
Una delle numerose cascate del parco. Foto di Davide Peccantini.

Cosa vedere nel Parco delle Cascate di Molina

Sulla superficie di 100.000 metri quadrati del Parco delle Cascate di Molina si ha la possibilità di entrare in contatto con una natura incontaminata. I sentieri che si diramano nel fresco sottobosco sono le stesse antiche vie che collegavano le proprietà dei primi mulini. Ora è possibile vedere quelle strutture riadattate ospitare servizi per i visitatori del parco. Le aree attrezzate invitano i visitatori a un’esplorazione più profonda. Tra queste le numerose panchine attendono chi passa per un pic-nic, o l’avventurosa teleferica, adatta sia per i bambini che per gli adulti. Infine il paesaggio, tipico di ambienti umidi lungo il corso dei fiumi, diventa di ambienti aridi sulle pareti di roccia esposte al sole. Il sistema acquatico è molto prezioso e importante: vi si trovano salamandre, tritoni, ululoni, fino ai più piccoli tricotteri.

Il patrimonio della Lessinia

Ogni passo in questi boschi parla di un’era assai lontana dall’uomo moderno. Osservando lo strapiombo dalla Scala delle Vertigini o ascoltando le cascate dai ponti che le sovrastano, si notano le tracce di ere estinte. Si tratta di frequentazioni dell’uomo che risalgono al paleolitico e al neolitico, quando le grotte scavate dall’acqua e poi prosciugate divennero le prime abitazioni. La grotta di Roveré 1000, l’Orrido della Val Sorda, la Botesela, la Grotta di Fumane, sono alcuni dei primi insediamenti.
Molina è quindi un ottimo punto di partenza verso la regione della Lessinia, che nasconde perle di rara bellezza. A partire dal Museo Botanico della Lessinia, sito a Molina, intitolato al medico e botanico Giovanni Zantedeschi, inaugurato nel 1981. Il museo è uno dei sette che compongono il Sistema Museale della Comunità della Lessinia.

Entrare nel Parco delle Cascate di Molina, un luogo magico ultima modifica: 2020-07-01T09:00:00+02:00 da Luca Fratton
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