I VERONESI RACCONTANO VERONA

itVerona

EDIFICI STORICI QUARTIERI

I ponti di Verona: le opere realizzate nel ‘900

I ponti di Verona

Un breve excursus sulla storia dei ponti più giovani di Verona.

Con l’espansione della città alle porte del XX secolo, si richiedevano anche nuovi ponti a Verona che mettessero in comunicazione i quartieri con il centro. Quelli esistenti fino alla Prima Guerra Mondiale erano i ponti storici: Pietra, Castelvecchio, Nuovo, Navi, oltre a quelli costruiti il secolo precedente, ossia della Ferrovia, e i due in ferro Garibaldi e Aleardi. L’allora Amministrazione Comunale decise di potenziare i collegamenti tra le due rive, rinforzando le difese a seguito della disastrosa piena del 1882. Ponte della Vittoria, ponte Catena e San Francesco vennero eretti, tra il 1929 e il 1939, tra i conflitti con la Soprintendenza e le polemiche. Vennero inoltre ricostruiti in cemento i ponti Navi, Garibaldi, Nuovo e Aleardi. Approvato il bando di concorso per l’erezione di un ponte dedicato alla memoria dei caduti veronesi, nacque una via che portava al nuovo quartiere Trento.

Ponte Garibaldi In Costruzione
Ponte Garibaldi in costruzione. Fototeca B.C.VR

I ponti di Verona: storia di Ponte della Vittoria

Il pubblico poté visionare i quaranta progetti per il nuovo ponte esposti in Gran Guardia. Di questi, quattordici erano ritenuti accettabili e solo tre saltarono all’attenzione del comitato costituito dal senatore Corrado Ricci, dall’architetto Gaetano Moretti e dal professor Guidi. Vinse il progetto ideato dall’architetto Ettore Fagiuoli e dall’ingegnere Ferruccio Cipriani, che iniziò nel febbraio del 1926. Ma prevedeva la creazione di una direttrice di collegamento nella città antica e l’inserimento sul piano regolatore di una nuova piazza sul versante opposto. La Soprintendenza contestò il nuovo piano regolatore. Quest’ultimo prevedeva l’abbattimento dell’intero isolato e di edifici di particolare rilevanza architettonica come la chiesetta di San Michele alla Porta. Infine, a fronte dell’indispensabile sacrificio, si ottenne il via libera. Il lavoro terminò con il bando per la realizzazione dei gruppi scultorei in bronzo raffiguranti il combattente e il reduce, assegnato al ventiseienne Angelo Biancini.

Ponte Garibaldi Vecchio
Il ponte in ferro dell’ingegnere Alfredo Enrico Neville. Fototeca B.C.VR

La ricostruzione di Ponte Garibaldi

La sostituzione dell’esistente struttura in ferro, costruita da Alfredo Enrico Neville nel 1864, si era resa necessaria a causa dell’inadeguatezza al transito di veicoli. Non vi fu nessuna tensione, in quanto non prevedevano interventi di demolizione del tessuto urbano. Ma non era l’unica motivazione: Neville aveva costruito il ponte a proprie spese, ottenendo dall’Amministrazione la concessione degli introiti derivanti dal pedaggio. Questo generò aspre polemiche e la costituzione di un comitato autonomo di proprietari degli edifici circostanti.
La situazione portò alla delibera per la costruzione del nuovo ponte in cemento armato. Il disegno dell’ingegnere Mario Dezzuti si aggiudicò il concorso pubblico del 1932. Dezzuti inserì le variazioni formulate dalla Soprintendenza, proponendo un ponte con pile in marmo di Verona e il parapetto con ringhiera in ferro. Autore dei gruppi scultorei fu Ruperto Banterle, che rappresentò Garibaldi in immagini di vita, oggi non più visibili a causa della distruzione nel 1945.

I ponti sull’Adige
Ponte Garibaldi a lavori conclusi, prima del 25 Aprile 1945. Fototeca B.C. VR

I ponti Catena e San Francesco

Lo stesso destino capitò anche a Ponte Catena e a tutti gli altri ponti di Verona, distrutti durante la ritirata tedesca del 25 Aprile 1945. Tornò agibile l’Agosto dello stesso anno identico a quello precedente, del 1925. Il vecchio ponte svolgeva anche la funzione di dogana per la città, essendo il più a monte sul fiume. È sito in corrispondenza della torretta di sbarramento, che anticamente bloccava la navigazione tendendo una catena verso gli argini, dalla quale prende il nome.
Il Ponte San Francesco, datato 1930 su progetto dell’architetto Arturo Midana dall’impresa Bertelè, è stato recentemente riqualificato. Relativi a questi ultimi anni sono infatti i lavori di consolidamento, adeguamento statico e sismico, adeguamento funzionale e allargamento. Il ponte dispone oggi di due archi metallici affiancati che sorreggono le piste ciclopedonali. Gli interventi hanno consentito di allargare il ponte inserendo una corsia stradale ulteriore.

I ponti di Verona: le opere realizzate nel ‘900 ultima modifica: 2020-06-24T09:50:23+02:00 da Luca Fratton
To Top