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L’Aida, dolceamara storia di un amore d’altri tempi

Aida

Nella carrellata di opere proposte dall’Arena di Verona durante la sua programmazione estiva, oggi vi parliamo dell’Aida di Giuseppe Verdi. L’opera, scritta nel 1870, è in quattro atti, fu commissionata per l’inaugurazione del nuovo teatro de Il Cairo.

La commissione dell’Aida e la prima a Il Cairo

L’Aida di Giuseppe Verdi si basa su un soggetto originale dell’archeologo francese Auguste Mariette. Il chedivé d’Egitto Isma’il Pascià aveva già provato a commissionare un’opera a Verdi per l’apertura del Canale di Suez, ma il compositore si era rivelato poco incline a scrivere musica cosiddetta d’occasione. Quando tuttavia fu il turno di inaugurare il nuovo teatro de Il Cairo, Verdi ci ripensò e scrisse l’opera.

un poster dell'Aida del 1908
Un poster che pubblicizza la messa in scena dell’Aida dall’Hippodrome Opera Company of Cleveland nel 1909. Fonte: Wikipedia

A causa della guerra franco-prussiana, tuttavia, i costumi (che si trovavano a Parigi) tardarono ad arrivare, e il primo spettacolo messo in scena nella nuova struttura egiziana (era il 1869) fu il Rigoletto. La prima dell’Aida, messa in scena il 24 dicembre 1871, fu un grande successo: il compositore raggiunse effetti sensazionali grazie all’utilizzo di lunghe trombe, simile a quelle utilizzate nei tempi antichi, tuttavia non presenziò allo spettacolo. Verdi infatti si disse insoddisfatto dal tono molto formale dell’evento, a cui presero parte molte personalità politiche e molti critici, ma pochi appassionati. Fu invece regolarmente a teatro durante quella che lui ritenne la vera prima dell’opera, al teatro La Scala di Milano l’8 febbraio 1872. Anche qui la rappresentazione fu accolta da un grandissimo entusiasmo dal pubblico e dalla critica.

Trama dell’opera

Aida, protagonista dell’opera di Verdi, è la figlia del Re d’Etiopia Amonasro: ella vive a Menfi, dove subisce un trattamento umiliante dagli Egizi, che l’hanno catturata proprio durante una spedizione militare contro l’Etiopia. Nella terra delle piramidi, tuttavia, nessuno conosce la sua identità e così Amonasro può orchestrare liberamente un piano per liberarla. La ragazza, nel frattempo, si innamora del guerriero egiziano Radamés, che corrisponde il suo sentimento, ma quest’ultimo ha anche un’altra spasimante, Amneris, figlia del sovrano egiziano. Costei, gelosa del suo amato, si finge amica di Aida e la consola quando la ragazza etiope scopre che Amonasro ha dichiarato guerra al Faraone, che ha designato Radamés come comandante del suo esercito, ricevendo la spada consacrata dal sacerdote Ramfis.

Aida - Radamés
La scena in cui Radamés viene nominato capo dell’esercito egiziano. Fonte: Cultura – Biografieonline

Il secondo atto si apre con Amneris che convoca nelle sue stanze la schiava Aida rivelandole falsamente che Radamés è morto in battaglia. Aida, disperata, rivela il suo amore per il guerriero, facendo infuriare Amneris che la minaccia obbligandola a chiedere perdono. Radamés, al contrario del racconto di Amneris, esce vincitore del conflitto e sfila con l’esercito davanti al Faraone e a sua figlia (il celeberrimo “trionfo“). Il guerriero, incoronato col serto dei vincitori, chiede al Faraone di liberare alcuni prigionieri, tra cui Amonasro. Il sovrano acconsente ma, spinto dai suoi sacerdoti, tiene come ostaggi Aida e il padre Amonasro. L’atto si chiude con il Faraone che per gratitudine concede la mano di sua figlia Amneris a Radamés.

Vivere insieme… o morire insieme

 In realtà, tuttavia, Radamés non ha alcuna intenzione di sposare Amneris, e mentre la futura sposa si reca al tempio della dea Iside affinché protegga il suo matrimonio, lui raggiunge l’amata Aida sulle sponde del Nilo, incosapevole che a spiarli ci sia Amonasro. Quest’ultimo ascolta la conversazione dei due amanti e scopre il luogo dove l’esercito egiziano attaccherà gli etiopi. Quando il sovrano si palesa, Radamés capisce di aver tradito la sua gente, ma lascia comunque scappare lui e Aida. Il terzo atto si conclude quindi con l’egiziano che si consegna al gran sacerdote per confessare il suo terribile oltraggio al Faraone.

L'Aida all'Arena Di Verona il 29 Giugno 2006
La rappresentazione dell’Aida all’Arena Di Verona il 29 giugno 2006. Fonte: Wikipedia

Radamés, umiliato dall’etichetta di traditore, a questo punto non si nasconde più: non si discolpa dell’accusa fattagli e rifiuta l’aiuto di Amneris, che vuole salvargli la vita. Il guerriero viene dunque condannato di alto tradimento e sepolto vivo sotto il tempio di Vulcano, luogo in cui, ormai rassegnato, invoca l’amata Aida. Costei, che si era nascosta nella cripta, gli si palesa, confessandogli di essere andata a morire con lui. L’opera si chiude quindi con il tenero abbraccio dei due amanti, decisi a morire insieme, e Amneris che, disperata, piange e prega durante la danza delle sacerdotesse.

Luigi Bove

Autore: Luigi Bove

Amante della scrittura, dell’arte, del calcio e della vita. Filosofo mancato, sportivo mancato, studioso..mai stato. Mi piace scoprire i vari aspetti del mondo, restando sempre legato alla mia città, Caserta.
L’Aida, dolceamara storia di un amore d’altri tempi ultima modifica: 2019-07-18T16:00:05+02:00 da Luigi Bove

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