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ITINERARI MITI E LEGGENDE

Verona templare: itinerari sulle tracce dell’ordine

Verona Templare: itinerari

Il fenomeno millenario dei templari assume a tratti il carattere di mito nella narrazione contemporanea. Vissuti nella forza di un credo indistruttibile, la condanna dell’ordine incluse la cancellazione di ogni traccia e la dispersione delle loro ossa. Per queste ragioni i fedeli, nei secoli, hanno faticato per preservare la memoria dell’antico ordine.
Verona è stata sede di una commenda templare e la città conserva ancora i simboli e le reliquie dell’ordine. Provare a rintracciare i segni del loro passaggio può sicuramente offrire tante emozioni. Verona templare offre molteplici itinerari alla ricerca dell’ordine.

Breve storia dell’Ordine Templare

L’ordine, inizialmente chiamato Militia Salomonica Templi, più tardi conosciuto come fratres Templi, o Templarii, fu fondato da Hugues de Payns, cavaliere dell’omonimo feudo, nel 1120 d.C. a Gerusalemme. Considerato come il primo vero commando tra i corpi militari esistenti, l’ordine fu il risultato della fusione tra l’ideale religioso e quello militare. Era caratterizzato da una disciplina ferrea, voti di povertà, castità e obbedienza. Divenne nel corso della sua storia, apprezzato per l’organizzazione e l’affidabilità nel compiere missioni e nel proteggere ciò che veniva loro affidato. Furono importanti mediatori nel dialogo tra cristiani e islamici in Terrasanta e divennero un punto di riferimento in tutto il territorio cristiano europeo. Sciolti definitivamente nel 1312, la loro immagine è stata offuscata dalle leggende create tra il XVIII e il XIX Secolo a opera della massoneria. Gli studi più recenti hanno sconfessato ogni falsa notizia grazie agli approfondimenti degli atti processuali dell’epoca.

Possedimenti Templari
Diffusione dei possedimenti templari in Europa intorno all’anno 1300. Fonte: Wikipedia.

La diffusione dell’Ordine in Italia e a Verona

Il motivo principale che spinse i Templari a costruire molte sedi in tutta Europa era la necessità di mantenere le spese per le forze combattenti in Terrasanta. Molte sedi erano dedicate all’amministrazione agricola, altre alla gestione delle proprietà, altre ancora al reclutamento e all’allevamento. Solo in Italia si contano almeno duecento siti. Ma in nessuna città, apparentemente, le tracce dei Cavalieri Templari scomparvero del tutto come a Verona. Anche se era presente un grande commanderia, o commenda, che serviva da base per l’organizzazione. Era situata nella chiesa di San Vidal (Vitale), demolita nel 1874, in conseguenza della piena dell’Adige. I Templari la utilizzarono fino al 1313; successivamente allo scioglimento dell’Ordine tutti i beni da loro custoditi passarono ai Francescani e poi ai Cavalieri di Malta.

Demolay
G. de Genouillac, incisione acquarellata del 1878. L’illustrazione ritrae l’ultimo Gran Maestro del Tempio, frate Jacques de Molay. Fonte: “I Templari”, di Barbara Frale, ed. Il Mulino.

Verona Templare: i templari in città

L’amministrazione templare a Verona consisteva di numerose chiese, terreni, case e fattorie, anche in provincia, coprendo una vasta area. La vecchia commenda nacque nella zona che va da via San Paolo a via Carducci, con facciata nell’attuale via Scrimiari al civico 52. All’angolo si trovava il campanile mentre il cimitero era al civico 33. Dopo la demolizione tutte le reliquie passarono nella chiesa di Santa Maria in Paradiso.
Per diverso tempo si è creduto essere la chiesa di Santo Stefano il luogo in cui furono sepolti due Gran Maestri dell’Ordine. Solo di uno di essi però si conosce il nome: Arnau de Torroja, morto a Verona nel 1184. Secondo la leggenda i corpi vennero sepolti a Santo Stefano, ma a causa del continuo afflusso di devoti vennero in seguito spostati a San Fermo. Nel 2018 è stata ritrovata la tomba di Arnau in zona San Fermo.

Verona templare: idee per itinerari

  • Chiesa di San Giorgetto, San Pietro Martire dal 1424. Una croce potenziata templare, entrando a sinistra, testimonia la presenza dell’Ordine.
  • Cripta di San Fermo. Si possono ritrovare i gigli e il simbolo di Cristo (stella a sei foglie di Salomone), simboli dei re Merovingi e adottati anche dai Templari. Gli stessi gigli si ritrovano anche nella chiesa di San Giorgio Ingannapoltron.
  • Pieve di Santa Maria di Camaldola di Avesa. Le leggende legate al luogo raccontano di misteriosi cunicoli sottostanti la chiesa, costruita in un cortile circondato da abitazioni.
  • San Rocco a Quinzano. Recentemente scoperte sotto lo strato di intonaco più recente, vi sono una serie di croci templari, situate ad un’altezza di tre metri.
Sator
Il motivo del Filetto applicato alla frase palindroma. Fonte “Guida di Veron Templare”, di Uberto Tommasi. Ed. DamolGraf.

Alcune particolarità legate ai siti templari veronesi

  • San Michele Arcangelo, Arcé di Pescantina. Un’iscrizione sulla parete sud, ora danneggiata, è un antico palindromo: Sator, Arepo, Tenet, Opera, Rotas. Presente anche in altri luoghi, è rimasto a lungo irrisolto fino a che una studentessa, Anna Giacomini, utilizzando il Filetto, gioco da tavolo acquisito anticamente dai Sufi e portato in Europa dai Templari, non lo decifrò. La frase diventa allora Sator Arepo Rotas Repere Nous: ruota per trovare il Dio.
  • Santa Maria in Vajo, Fumane. Molte delle chiese templari erano antichi templi pagani. Sembra essere così anche per questa piccola chiesa del XII Secolo, rifatta nel XV. La statua di Zoroastro accoglie chi entra e un ciclo di affreschi di Paolo Ligozzi del XVI Secolo sono dedicati alla Madonna e alle Sibille, queste ultime simboli di origine pagana. Il gran numero di simboli dualisti presenti sembra suggerire che il Ligozzi non li abbia lasciati a caso.

Il piacere della ricerca

Vi sono molti altri luoghi sparsi nella provincia veronese che raccontano delle vicende dei templari. Simboli e dipinti, incisioni, intere strutture create con la volontà di tramandare messaggi che trascendano il tempo e tramandino un credo. Certamente, in seguito all’atto della “damnatio memoriae” che estinse i Templari, molti furono i tentativi di salvare ciò che per i credenti era più importante. Nella Pieve di San Giorgio Ingannapoltron è possibile ritrovare lo stemma con le tre teste di moro della casa di Hugues de Payns. Che sia il primo Gran Maestro templare sepolto proprio lì? O qualcuno della sua famiglia? Per i curiosi o semplicemente per chi ama lanciarsi nella ricerca, Verona templare, con i suoi itinerari, offre una sicura sfida, ma anche e soprattutto il piacere e lo stupore di scoprire e ritrovare piccoli indizi di un passato dimenticato.

Verona templare: itinerari sulle tracce dell’ordine ultima modifica: 2020-07-22T09:59:19+02:00 da Luca Fratton
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