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Sartoria e impegno sociale – D-hub Atelier di Riuso Creativo

D Hub

Unire sartoria con l’innovazione e l’impegno sociale. Questa la forza di D-hub, Atelier di Riuso Creativo una delle realtà più interessanti di Veronetta. Grazie alla realizzazione di progetti quali la Banca del tessuto o ancora la valorizzione di luoghi simbolo di Veronetta quali il giardino ex-Nani, D-Hub è riuscita a dare vita a qualcosa di unico grazie alla partecipazione attiva della collettività.

Come? aiutando concretamente donne che necessitano di essere inserite nel mondo del lavoro e che a causa del gender gap risultano svantaggiate o ancora lanciando progetti innovativi come la Mail Art ovvero un Contest di cartoline artistiche che ha riscosso un grande successo non solo in Italia, ma anche a livello internazionale.

Sarebbe difficile però riassumere il cuore di questa associazione in così poche parole. Ecco perché ho chiesto alla fondatrice di D-Hub Maria Antonietta Bergamasco di parlarcene in modo approfondito. Un’intervista questa punto di riflessione su molti temi sempre attuali. Non solo creatività e inclusione, ma anche progettualità e importanza dello sviluppo di una comunità generativa in grado di creare valore.

D- Hub – Intervista a Maria Antonietta Bergamasco

Art Director Al Lavoro
Art Director Al Lavoro – foto di Ola Karmowska

Ciao Maria Antonietta, grazie per questa intervista e benvenuta su itVerona. D-Hub Atelier di Riuso Creativo è diventata ormai una realtà consolidata, eppure continua ogni giorno ad innovarsi proponendo idee sempre nuove. Mi racconti com’è nato? 

D-Hub nasce come Associazione di Promozione sociale alla fine del 2013. Nasce, inizialmente, come spazio di ricerca azione e di volontariato politico. Vale a dire con l’intento non solo di rispondere a un bisogno, ma anche di cercare di agire stimolando un effettivo cambiamento nella comunità. 

Il bisogno da cui siamo partiti è stato quello di un lavoro dignitoso, per donne che abbiano vissuto situazioni di difficoltà. L’idea dell’associazione è quella di una formazione in campo sartoriale e artigianale (principalmente sartoria, ma anche altre tecniche di artigianato, come cucito creativo, bigiotteria, realizzazione della carta…). Il focus sono le donne. Questo perché il tema del riconoscimento dell’identità lavorativa e di un salario dignitoso è più precario per le donne (si vedano tutti i dati sul cosiddetto gender gap).

Tra competenze e impegno sociale

Donne In Formazione Sartoriale
Donne In Formazione Sartoriale – foto di Ola Karmowska

La maggior parte delle dipendenti, collaboratrici e volontarie di D-Hub ha una formazione nelle scienze sociali (pedagogia, psicologia, mediazione, operatrici). Il nostro sguardo è integrato e parte dalla centralità della persona. Nel tempo ci siamo accorte che stavamo tracciando una vera e propria professionalità, molto specifica e strutturata e che quanto facevamo non poteva essere solo il tempo del volontariato. Era a tutti gli effetti il tempo dell’impresa e della creazione di posti di lavoro. 

Le persone che oggi lavorano in D-Hub, con un contratto o con una collaborazione, sono 7 (6 donne e 1 uomo). Negli anni abbiamo co-costruito 42 percorsi di inserimento lavorativo, che in 18 casi hanno portato a un impiego. Le donne in questi 42 percorsi hanno beneficiato di un reddito medio di 400 euro al mese, per almeno 3 mesi. Il nome completo dell’associazione è “D-Hub – Un centro dove incontrarsi, fermarsi e ripartire”. La nostra idea è proprio quella che questo sia un punto di ripartenza per le donne che incontriamo. Hub è il centro della ruota della bicicletta, da dove partono i raggi, che danno la forza motrice al mezzo. Ecco, la nostra idea è proprio questa: un centro, dove ogni raggio partecipa a generare una forza che poi generi movimento e faccia e andare lontano.

Il giardino Ex-Nani

Intorno a questa idea, di un centro generativo, dal 2015 gestiamo anche il Giardino Ex-Nani: per noi è diventata una pratica di sviluppo di comunità. Il Giardino è nello stesso quartiere – Veronetta – in cui c’è il nostro laboratorio e spazio espositivo/banca del tessuto e abbiamo deciso di gestirlo, insieme ai residenti del quartiere, perché crediamo fortemente che la coesione sociale sia un presupposto allo sviluppo. Una comunità solidale e ricettiva è la comunità dove si può più facilmente prevenire l’esclusione e favorire i processi di inclusione.  

La sfida più grande per D-Hub

Apprendimenti Alla Sartoria Sociale
Apprendimenti Alla Sartoria Sociale – foto di Ola Karmowska

Il vero valore aggiunto di D-Hub possiamo dire che è quello di un continuo incontro tra culture diverse che arricchisce quelle che sono le competenze del centro, ma la sfida più grande di D-Hub qual è? 

Potremmo dire così, sì. Anche se il mio invito è quello di vedere la parola “cultura” in senso più ampio. Si tratta di scambio tra diverse provenienze e diversi background di migrazione, siano essi interni o esterni a Italia ed Europa; ma è anche, ad esempio, scambio intergenerazionale, dove chi ha più esperienza in un campo o sapere insegna a chi ne ha meno. Forse questa è effettivamente anche la sfida più grande: evitare settorializzazioni, divisioni, campanilismi e riconoscerci un valore in quanto persone. Noi siamo in maggior parte operatrici sociali, ma nessuno educa nessuno, è il contesto a permettere a ciascuna di noi una continua sperimentazione e crescita. La vera sfida è far capire questo. Se ogni persona è messa nelle condizioni di essere il potenziale che è che rappresenta, la sua forza può esplodere.

D – Hub, tra bellezza e sostenibilità

Esposizione Alla Banca Del Tessuto Una Volontaria
Esposizione Alla Banca Del Tessuto Una Volontaria – foto di Ola Karmowska

Non possiamo parlare di D-Hub senza parlare di moda e sostenibilità. Da donna mi racconti che valore ha per te un oggetto che possiamo definire di “stile” e cosa dovrebbe trasmettere? 

Beh, non sono esattamente quel genere di donna che accosti ai termini di “moda” e “stile”, però posso dire che un oggetto deve trasmettere bellezza. Deve essere bello, creativo, costruito bene, unico possibilmente (e per noi è molto difficile realizzare pezzi uguali tra di loro). Deve avere una bellezza di forma, anche. Gli accessori che proponiamo devono essere scelti per un senso di bellezza e di estetica che è diverso per ciascuna e ciascuno (da qui i pezzi unici e con colori e texture diverse). 

E poi devono essere scelti perché sono belli tre volte. Certo: oltre alla bellezza di forma, sono belli perché rispettano l’ambiente e utilizzano esclusivamente materiale di riciclo o di scarto, dandogli una nuova vita. E sono belli perché permettono rinascite e un lavoro sociale ed educativo che è possibile per la maggior parte grazie agli introiti delle vendite: non si compra solo un prodotto, ma si compra un processo, che ha l’ambizione di tenere insieme bellezze e dimensioni diverse.

Ecco, ho dato l’ennesima risposta da pedagogista…

D-Hub: nascita di un progetto: la “Banca del tessuto”

Alcuni Tessuto Dalla Banca Del Tessuto
Alcuni Tessuti Dalla Banca Del Tessuto – foto di Ola Karmowska

D-Hub grazie alla sua continua voglia di innovare ha dato vita alla “Banca del tessuto”, mi racconti nel dettaglio cos’è e com’è nata? 

La “Banca del Tessuto” nasce da un bisogno. La nostra sartoria sociale di via Gaetano Trezza 32B ha un magazzino umidissimo, che non ci permette di conservare i tessuti in maniera adeguata. L’idea, allora, è stata quella di trovare uno spazio dove poter stoccare i tessuti che ci vengono donati, catalogarli e fare una cernita di ciò che utilizziamo noi per le nostre creazioni.

Ciò che non utilizziamo, però, ci siamo dette che può essere messo a disposizione delle donne che incontriamo nei nostri percorsi: oltre alle 42 che hanno fatto una formazione sul campo con tirocinio, altre 30 hanno fatto una formazione sartoriale di taglio e cucito, con il metodo SITAM, imparando a realizzare abiti per sé e per piccole vendite. Vorremmo che i tessuti che non utilizziamo fossero soprattutto a disposizione per loro. Ma vorremmo anche che, in generale, potessero diventare una risorsa per la cittadinanza.

D-Hub Lo spazio espositivo

Abbiamo covato questo sogno nel cassetto per 4 anni (ringraziamo Adel, Barbara, Davide ed Elena e Loredana, primi sostenitori), poi da un incontro con Laura e Italian Flat abbiamo individuato uno spazio in via Venti Settembre, 32, che ci è stato messo a disposizione con un rimborso spese forfettario. Abbiamo iniziato ad attrezzarlo sempre in un’ottica di recupero di materiali, con scaffalature donate, ordinando stoffe e componenti per la sartoria. Ma mentre eravamo nello spazio a pulirlo e a organizzarlo, abbiamo realizzato che era davvero bellissimo e che non potevamo lasciarci solo le stoffe, ma dovevamo fare qui un angolo espositivo. Questa unione ci permetterà di tenere aperti due spazi con un’unica persona ed è un ulteriore tassello di dialogo con la comunità.

La parte espositiva è stata attrezzata grazie al supporto di Quid Impresa Sociale. Quella di banca del tessuto è ancora in allestimento e catalogazione e speriamo a breve di darle forma completamente.

Il rocchetto come scambio di moneta alternativa

Laboratori Creativi Di Mail Art
Laboratori Creativi Di Mail Art – foto di Ola Karmowska

Vorremmo che questo fosse un luogo di scambio, in cui sia sempre possibile condividere non solo materiali, ma anche competenze, ore di volontariato, piccole bellezze… vorremmo che a circolare non fosse solo la moneta – necessaria, certo, per sostenere i nostri progetti – ma anche una moneta alternativa, che permetta di scambiare, appunto, anche tempo e competenze. La nostra moneta alternativa sarà il “rocchetto” e servirà ad indicare i metri di stoffa o il numero degli accessori, ma anche a quantificare le ore donate da volontari, artisti e artigiani, le ore di corso a disposizione, eccetera.

Stiamo in questi giorni finendo di normare il funzionamento ed entro breve vorremmo aver sistemato le stoffe che abbiamo ricevuto in dono e recuperato in questi mesi… il processo è stato un poco lento, perché abbiamo cercato di fare tutto attraverso donazioni, anche delle scaffalature necessarie per lo stoccaggio del materiale. Poi procederemo con la campionatura e inventario e nel mese di marzo vorremmo entrare a pieno regime

D – Hub: quando le cartoline diventano creative – la Mail Art

Alcuni Esempi Di Mail Art
Alcuni Esempi Di Mail Art – foto di Ola Karmowska

A proposito di Banca del Tessuto, uno degli ultimi progetti è quello di Mail Art, un contest che attraverso la creatività dell’artista darà vita a tessuti unici. Mi parli un po’ del suo progetto e il suo valore aggiunto? 

La Banca del tessuto è attrezzata con solo materiale donato, inclusi tavoli, sedie, scaffalature. Abbiamo fatto più richieste, principalmente attraverso i social e una artista e curatrice a noi vicina, Valeria Bertesina, quando ci ha lette, ci ha chiesto: «E io cosa posso donarvi»? E ci ha donato un progetto di Mail Art, o Arte Postale. La Mail Art è un movimento artistico popolare, in cui è la cartolina postale a diventare oggetto artistico e la posta diventa strumento di scambio.

Ci è parsa subito un’idea meravigliosa, perché ci permetteva di creare vicinanza con le persone, in un momento in cui siamo invitati – per il nostro bene, certo – a tenere le distanze. E ci stanno arrivando postali non solo da tutta Italia, ma anche da altri paesi europei, come la Spagna, la Polonia o la Germania: non ti dico l’emozione di aprire la cassetta della posta e di vedere che siamo proprio noi le destinatarie di tanta bellezza!

E la bellezza è – ancora una volta – un valore aggiunto: stimolare il bello e la creatività, in un momento in cui siamo affaticati e appesantite dalla situazioni che si è creata per il covid, ci è sembrato un altro movimento fondamentale. 

Davanti a una situazione di crisi, spesso si risponde con la paura. Noi vorremmo, però, che fosse la speranza la risposta che, come comunità,  riusciamo a dare. Ci sembra che questa azione sia questo: un modo di costruire vicinanza, speranza, bellezza e di non atrofizzare i nostri movimenti e il nostro modo di esprimerci.

Come partecipare al Contest di D-Hub

Mail Art Call
Mail Art Call

Per partecipare, bisogna creare un piccolo progetto d’arte. Piccolo perché il formato massimo è quello di un A5, proprio come se fosse una postale. La tecnica e il tema sono liberi.

Va poi inviata a:

  • Banca del tessuto
  • c/p D-Hub
  • via Venti Settembre, 30
  • 37129 Verona

Le Mail Art, che stanno arrivando da tutta Italia ed Europa – e oggi ne è arrivata una da Bangkok! – verranno esposte nei mesi di aprile e maggio, proprio alla banca del tessuto. E anche questo vuole essere un modo di valorizzare e rendere ancora più visibile e partecipato quello spazio.

Vorremmo, poi, che le persone che vengono a vedere l’esposizione possano scegliere la mail art che più li colpisce, per farne una stampa su tessuto e renderla parte di una shopper o altro accessorio, cucito dalle donne di D-Hub. Questa diventa una forma di valorizzazione dell’arte e di sostegno ai nostri progetti. Ma, ancora una volta, ci piace l’idea che poi la bellezza e la creatività possano circolare ed essere indossate. Questo è un insegnamento che impariamo da un’altra grande amica e artista, Maria Teresa Padovani, che purtroppo non c’è più. Per celebrare politicamente l’8 marzo e il 25 novembre, realizzava delle micro-sculture, che installava su borse co-progettate insieme. Ecco, ci piace anche ricordare così lei, in uno dei momenti dell’anno che sarebbe stato di co-progettazione e lancio di nuove idee.

D – Hub i progetti nel cassetto

Altri Esempi Di Cartoline
altri esempi di cartoline – foto di Ola Karmowska

Un’ultima domanda che mi piace sempre fare: cosa riserverà il futuro a D-Hub? Avete progetti nel cassetto? 

La pandemia ci ha dato – come a tutti e tutte – un bello scossone. Ma è stata anche una possibilità di riflettere su quanto stavamo facendo. Il nostro desiderio e progetto più grande è quello di stabilizzare quanto facciamo. Forse è difficile da credere, per chi ci conosce, ma tutte le ultime azioni sono state mirate a rendere più sostenibile e solido quanto abbiamo creato. La banca del tessuto era un tassello del nostro puzzle che inseguivamo nei sogni da tempo e che sta diventando realtà.

D-Hub è cresciuta ed è diventata una piattaforma di laboratori che ha almeno 3 grandi nodi (sartoria, banca del tessuto e parco), vede la collaborazione di 7 professioniste e un gruppo di più di 20 volontari, nelle diverse sedi. Tutto ciò si regge con molte ore donate, con gli introiti dell’atelier e con le donazioni. Ecco, il nostro progetto ora è quello di rendere solide tutte le nostre azioni.

Sostenere D-Hub attraverso il tesseramento

I Moduli Di Adesione
I Moduli Di Adesione – dalla pagina Facebook di D-hub

Per questo 2021, abbiamo abbiamo pensato di aggiungere alla tessera annuale base anche delle tessere per soci sostenitori, non solo per raccogliere fondi che ci permettano di sostenere le attività istituzionali di formazione e sviluppo di comunità, ma anche per farlo insieme. Ogni soglia di tesseramento ha il nome di una fibra naturale – Juta, Cotone, Lino e Lana – e delle caratteristiche specifiche, che saranno presentate nei prossimi giorni. Un modo per permettere al socio di essere parte di ciò che facciamo.

E, infine, stiamo preparando il momento in cui potremo tornare a incontrarci e costruire e creare insieme: abbiamo definito laboratori per la circolazione dei saperi artigianali e artistici, con donne che si sono formate nella nostra sartoria sociale e artisti e artigiane che abbiamo incontrato in questi anni… non appena sarà possibile promuoverli in presenza, questo è un progetto da anni nel cassetto e insegnamento e circolazione dei saperi, per noi, sono solo un altro modo di fare comunità e di raccontare che esiste un modo di fare economia e sviluppo che puoi coinvolgere davvero tutti e tutte, perché andrà bene, se nessuno resterà indietro.

Sartoria e impegno sociale – D-hub Atelier di Riuso Creativo ultima modifica: 2021-02-15T08:30:00+01:00 da Valentina Mericio

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Paola

Entusiasmante.

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