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CHIESE ITINERARI

San Giovanni in Foro, se passeggiando un giorno

San Giovanni In Foro

Tra le unicità che spiccano a Verona ci sono anche perle nascoste che molto spesso passano in secondo piano, talvolta inosservate. Può succedere infatti che, passeggiando per Corso Portoni Borsari, presi dalla frenesia dell’atmosfera dei locali, ci si perda la chiesa di San Giovanni in Foro. Completamente inglobata dalle abitazioni costruite in epoche più recenti, nasconde una valore artistico e architettonico decisamente grande. L’abbiamo visitata insieme a Maria Rosa, guida di Verona Minor Hierusalem.

Affresco originario in San Giovanni in Foro
Affresco vicino al pulpito. Foto di Luca Fratton.

Chiesa di San Giovanni in Foro

Si tratta dell’unica chiesa di Verona dedicata a San Giovanni Evangelista. La dicitura “in foro” deriva dall’ubicazione dell’edificio, prossimo all’antico foro romano, ossia Piazza delle Erbe. Era una posizione strategica: siamo sull’antica Via Postumia, la via consolare che metteva in comunicazione Genova con Aquileia. I documenti che ci parlano della chiesa di San Giovanni Evangelista esistono solo a partire dal X Secolo. L’importanza strategica del sito su cui sorgeva tuttavia, fa pensare che prima della chiesa dovesse per forza esistere qualcos’altro, sin dal V-VI Secolo d.C. Probabilmente un edificio laico, forse un tribunale o una sala delle adunanze, insomma qualcosa che fosse di pubblica importanza. La chiesa così come appare oggi è una ricostruzione dell’originale, avvenuta nel XII Secolo. Gli storici, da un’analisi stilistica, hanno verificato che l’apparato murario, con l’alternanza di mattoni a pietre e ciottolo di fiume disposti a spina di pesce, è tipica del romanico veronese.

Statua di Pulle
Statua del Pulle vicino all’entrata della capelle di Santa Teresa. Foto di Luca Fratton.

La ricostruzione di San Giovanni in Foro

Ma cos’è che ha spinto la ricostruzione? Probabilmente un evento molto drammatico, come poteva essere il terremoto del 1117, che interessò tutta l’Italia settentrionale. Oppure l’incendio che nel 1172 ha distrutto la città di Verona e del quale abbiamo notizia grazie alla targa in pietra incastonata nella parete esterna. All’interno troviamo opere che dal 1300 arrivano al 1900. Le più antiche sono la piccola scultura all’entrata della cappella di Santa Teresa, che gli storici datano al 1290. L’autore la firma sul basamento: Pulle me fecit orate pro eo, “Pulle mi fece, pregate per lui”. Pulle, che era uno scultore, probabilmente anche parrocchiano, è documentato a Verona appunto alla fine del ‘200. La scultura ritrae una Madonna in trono con bambino realizzata con uno stile po’ particolare. Appare po’ inconsueta, perché siamo abituati alle immagini di una Madonna adolescente, mentre questa è una matrona, un po’ accigliata.

Altare maggiore di San Giovanni in Foro
Dipinti dietro l’altare maggiore. Foto di Luca Fratton.

Gli affreschi

Risale al 1300 anche un frammento dell’affresco vicino al pulpito. Ritrae una Madonna in trono con bambino affiancata da due santi. La chiesa del 1300 era completamente affrescata, ma nel susseguirsi dei cambiamenti nelle epoche successive venne intonacata coprendo il primo strato di pitture, per poi essere affrescata nuovamente nel 1600. Agli inizi del ‘900 il crollo di un cornicione esterno rese necessaria una nuova fase di restauri. Con l’occasione i restauratori scrostarono lo stato di intonaco interno per portare alla luce le murature originarie, comportando così la perdita definitiva delle opere. Mentre gli affreschi del presbiterio e quelli presenti nelle due cappelle, anche se apparentemente antichi, in realtà sono stati realizzati da un artista veronese di epoca moderna, Gaetano Miolato, vissuto nella prima metà del ‘900. Questi ultimi affreschi in particolare hanno subito l’effetto del tempo e dell’incuria durante il periodo di chiusura della chiesa, deperendo gradualmente.

Dipinti del matroneo
Dipinti situati sulla parete del matroneo. Foto di Luca Fratton.

I dipinti

Sopra l’entrata attuale, dove oggi si trova un appartamento, anticamente si trovava un matroneo, postazione riservata alle donne per assistere alle celebrazioni. Sulla facciata del matroneo, rivolta alla navata, e a decorazione dell’altare maggiore, troviamo dipinti di scuola veronese originari del periodo compreso tra ‘500 e ‘600. Gli artisti che firmano i quadri sono Claudio Ridolfi, Antonio Giarola detto il Cavalier Coppa, Giovanni Battista Rossi detto Il Gobbino.
Nella cappella laterale, dedicata alla Madonna e voluta dalla famiglia Butturini di Verona nei primi decenni del ‘600, è possibile ammirare uno splendido esempio di barocco, così raro nel veronese. Il soffitto è adornato con la raffigurazione dello Spirito Santo e le lunette ritraggono le personificazioni delle virtù attribuite alla Madonna. Vi sono la Prudenza con la lampada in mano, la Giustizia con la bilancia e la spada, la Fortezza con il timone, la Temperanza con il tagliere vuoto.

Pendolo di San Giovanni in Foro
Pendolo ispirato al Pendolo di Foucault a lato dell’altare maggiore. Foto di Luca Fratton.

Curiosità di San Giovanni in Foro

All’interno della chiesa troviamo la riproduzione del pendolo di Foucault. E’ stato voluto dal rettore don Parisato – la chiesa è una rettoria che dipende da Sant’Eufemia. Fu proprio lui a interessarsi, a spese della sua famiglia, all’importante restauro avvenuto negli anni Duemila. Chiese al Vescovo che in cambio del restauro della chiesa, da tempo chiusa, essa gli venisse affidata. Era profondamente convinto che scienza e religione non fossero in contraddizione, ma anzi che l’una dovesse sostenere l’altra. Il pendolo grava su un mosaico della P dell’Eterno Padre; la sfera rappresenta invece l’umanità. Essa può muoversi in qualsiasi direzione, ma alla fine tornerà sempre al centro, all’Eterno. L’altro simbolo si trova in fondo alla chiesa, su una piccola placca di metallo: raffigura la formula dell’energia di Einstein. Per il Parisato la fonte prima di energia è Dio ed ecco quindi come trasmettere il messaggio religioso attraverso la scienza.

Navata centrale
Navata centrale. Foto di Luca Fratton.

Le altre particolarità

Un piccolo presepio compare sulla parete occidentale, tra le immagini di Giovanni Bosco e San Giovanni di Dio. Non ha un valore artistico, ma un grande valore simbolico: è realizzato con di scarto come sigarette, mollica di pane, dai soldati che qui è erano ricoverati in tempo di guerra, nel 1917.
Sul lato opposto la cappella dedicata a Santa Teresa, risalente ad inizio ‘900, si apre entro una piccola porta. Come sempre di quegli anni è il pavimento mosaicato che ricopre l’antica superficie in cotto. E’ decorato con disegni che riprendono i motivi delle catacombe romane. Il buon pastore e il percorso del cristiano che dal battesimo arriva alla comprensione della Novella.
La cornice di fronte alla parete sud richiama il fatto che in origine lì si trovasse un’entrata. Ora invece inquadra una riproduzione della Madonna di Loreto, dono a don Parisato per il ritorno dagli anni di Francoforte.

Presepe all'interno della parete di San Giovanni in Foro
Il piccolo presepe nella teca sulla parete occidentale. Foto di Luca Fratton.

Il portale esterno

Il portale di accesso rinascimentale è realizzato da un artista veronese, Girolamo Giolfino, su commissione del prelato Benedetto Rizzoni, che risulta scritto sull’architrave, che all’interno reca stemma della famiglia, il riccio rampante. Sue sono anche le statue, di San Giovanni Evangelista, San Pietro e San Paolo. Nella lunetta invece spicca il dipinto realizzato da un altro membro della famiglia Giolfino, Nicola, che riproduce San Giovanni Evangelista nell’isola di Patmos dove, secondo la tradizione, scrisse l’Apocalisse.

Portale laterale
Portale laterale ed attuale entrata principale. Foto di Luca Fratton.

La parete esterna

Più avanti lungo la parete si nota il dipinto di un altro artista veronese, Domenico Brusasorzi, La Deposizione. Poco prima della parte finale dell’edificio, anticamente riservata alla cella mortuaria, si nota una piccola apertura originaria della chiesa del ‘200. Sono state realizzate ulteriori aperture, più ampie, ma questa e una seconda situata nel muro opposto, sono le uniche originarie.
Il lato esterno di un sarcofago del XIV secolo reca gli stemmi della famiglia Castelbarco, importante famiglia veronese sostenitrice degli Scaligeri, proprietaria del castello di Ala. Sopra vi è raffigurato un trittico e centralmente la scritta che fa riferimento all’incendio del 1172: Combusta est civitas veronae, “La città di verona è bruciata”. Sotto una pietra con funzioni igrometriche: secondo la tradizione veronese, toccandola si può sapere se pioverà o meno.

Sarcofago nella parete di San Giovanni in Foro.
Sarcofago nella parete occidentale. Foto di Luca Fratton.

Itinerari

Verona Minor Hierusalem è una fondazione che si occupa di trasmettere i valori della persona attraverso la cura del patrimonio storico-artistico. Sul sito è possibile trovare le informazioni riguardo alla Fondazione e ai tre maggiori itinerari che toccano le chiese della città di Verona.

San Giovanni in Foro, se passeggiando un giorno ultima modifica: 2020-09-16T09:00:00+02:00 da Luca Fratton
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