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Intervista a Mosè Santamaria – la valorizzazione della musica emergente locale ai giorni nostri

Mosè Santamaria

Questa è un’intervista tra le più sentite che ho fatto. A fine luglio avevo parlato con Mosè Santamaria, musicista emergente locale tra i più interessanti del panorama veronese.  Mosè è anche molto impegnato in progetti di valorizzazione musicale locale grazie a realtà come UVA (Unione degli Artisti del Veneto). In questa intervista abbiamo spaziato su molti temi. Dalla sua canzone dal titolo “Tutto Torna”, per arrivare a parlare dei progetti di UVA nell’organizzazione di eventi e la valorizzazione degli artisti locali alle maggiori difficoltà che incontra un musicista emergente ai giorni nostri. 

Breve Biografia

Prima di addentrarci in questa bellissima chiacchierata vorrei accennare alcuni dettagli sul percorso professionale di Mosè Santamaria. Santamaria ha all’attivo due dischi. Il primo #risorseumane è stato pubblicato nel 2015, mentre nel 2019 è uscito il suo secondo album dal titolo “Salveremo questo mondo”. Dal 2016 ad oggi ha partecipato ad oltre 200 concerti e ha calcato palchi di prestigio come il MEI a Faenza. Sempre nel 2016 è stato tra i candidati come migliore Opera Prima al prestigioso Premio Tenco. Nel 2019 ha vinto il premio della critica al Festival delle Alpi Apuane. Nel 2020 infine è arrivato secondo al Premio Arte d’Amore di Verona. Inoltre sempre nel 2020 ha partecipato come ospite su Radio1 a Music Club. 

Intervista a Mosè Santamaria

Mosè Santamaria tra Gli Ombrelloni durante il periodo estivo.
Mosè Santamaria tra Gli Ombrelloni

Ciao Mosè, grazie per l’intervista e benvenuto su itVerona. A fine luglio è uscito il tuo singolo dal titolo “Tutto Torna”. Me ne vorresti parlare? 

Tutto torna è una canzone un po’ di diversa da quelle che ho scritto in precedenza ed è anche un po’ uno spartiacque sia a livello di contenuti che di musica. Questa è una canzone un po’ più leggera rispetto a quelle del mio secondo album. “Tutto torna” parla semplicemente di quelle storie d’amore dove ci si conosce con una persona al mare. Cominci a vederla, a frequentarla, la si vede tutti i giorni per tutta la durata delle vacanza. Sembra quasi la storia della vita dove tutto è molto intenso.

A settembre ci si ripromette di continuare questa storia, nonostante i due vivano in città diverse. Un amore a distanza che però va a fallire. Quando ci si rivede l’estate dopo si ha la voglia di rivedersi, di riprovare nuovamente forse consci del fatto che bisognerebbe farsi meno promesse e vivere giorno per giorno. Un po’ come nel film di Vanzina “Sapore di Mare”. 

La casa al mare…

La casa al mare della quale parli alla fine della canzone cosa simboleggia? 

Possiamo dire che è quel posto dove troviamo un rifugio, dove troviamo l’infinito, un orizzonte che ci porta lontano da questa vita. Secondo me è una vita troppo veloce, usa e getta, dove il lavoro sta mettendo a dura prova la gente. Si lavora otto ore, dodici ore per cosa? per avere uno stipendio. La casa al mare può essere vista anche come svago. Ha dunque una duplice valenza. 

Diciamo che c’è da una parte c’è la spensieratezza, da un altro lato c’è un po’ la voglia di divertirsi, ma c’è anche l’elemento di riflessione in un momento frivolo come l’estate dove si accantonano per un periodo i problemi legati al lavoro. Si  comincia a pensare ad altre cose. è corretto? 

Si è corretto, ha un duplice funzione di svago, riflessione, calma, quiete. La casa al mare è sicuramente un bel posto dove comunque si sta bene. 

Il percorso professionale di Mosè Santamaria

Mosè Santamaria di Profilo: abiti primaverili e sfondo arancione che dà colore alla foto.
Mosè Santamaria di Profilo

Torniamo un po’ al tuo percorso. Hai raggiunto diversi traguardi importanti, hai alle spalle oltre 200 concerti all’attivo. Mi puoi raccontare come hai iniziato il tuo percorso e come è nata la passione per la musica? 

Prima di tutto inizio con il dire che la musica è parte di me. Non posso dire che è un passatempo o una passione. Io sono un’artista e quindi mi viene da essere creativo. è un modo di esprimersi naturale, forse molto più naturale che parlare con le persone. La canzone e la musica sono la mia massima forma di espressione. Non posso pensare di non scrivere. Lo faccio. Poi magari non pubblico una canzone, ma però è un’esigenza che mi fa stare bene. 

I traguardi più importanti di Mosè Santamaria

Tra l’altro hai anche partecipato a molti Festival importanti. Un esempio è il Festival della Alpi Apuane dove hai vinto il Premio della Critica o ancora al Festival “Arte d’Amore di Verona dove sei arrivato secondo. C’è qualche risultato particolare che ricordi che ti ha dato soddisfazione? 

L’unico Festival che ho vinto è stato quello delle Alpi Apuane. Poi negli altri sono sempre stato un eterno secondo. Il risultato più importante è stato quello del 2016 quando il mio lavoro è stato selezionato come migliore opera prima al Premio Luigi Tenco. Per il resto penso che tutto sia molto finto, si dà troppo spazio ai Talent, dove penso che sia già tutto deciso. Io credo nel fatto che uno debba scrivere una bella canzone che debba esprimere qualcosa oltre a riuscire ad avere la fortuna ad entrare in un certo tipo di canali (es. etichette grosse) che ti permettano di avere un buon bacino di pubblico. 

L’unico talent che forse ha ancora senso è X-Factor in quanto chi ci va solitamente ha un progetto grosso dietro e si ha qualcosa da dire. Andare in giro oggi ha un costo poi. Non credo al momento di fare live. Con le tecnologie che ci sono adesso, tramite Spotify è possibile avere un altro tipo di risultato e permette di richiamare il giusto pubblico. Vedo che molti colleghi usano approcci vecchi di proporre la musica, nonostante a me piaccia fare i live. Il contatto con il pubblico per me è fondamentale. Quando suono live, non è un monologo. Io comunico loro e ho bisogno di un feedback. Da un lato però, io penso che ci sia l’esigenza di andare a suonare in un posto dove so che ci sono persone interessate ad ascoltarmi. 

Fare live al giorno d’oggi


Da una parte dunque tu affermi che il contatto con il pubblico è fondamentale, mentre dall’altra viviamo in un momento in cui tutto si sta digitalizzando. Tutti i costi di produzione se vogliamo si stanno livellando…

Ti dirò spesso e volentieri ho fatto delle scelte. Suonare in un bar non è molto economico al giorno d’oggi e spesso si può andare in perdita. Se ti invitano in posti dove si sà che c’è una certa visibilità allora conviene. Altrimenti se una persona va a suonare per poche centinaia di euro, allora il discorso cambia. Suonare live al giorno d’oggi non è per niente facile. Lo dico da persona che farebbe live tutti i giorni. Suonare davanti ad un pubblico è bellissimo. Ma andare dove trovi un pubblico che non è interessato a te e dove magari non si è retribuiti abbastanza è avvilente. 

La nascita di UVA (Unione Artisti del Veneto)

Un Post Dell'unione Veneto Artisti
Un Post Dell’unione Veneto Artisti

Ci sono dei casi in cui il pubblico pur non conoscendomi era stato preparato, “educato” dal gestore all’ascolto. Per questo motivo ho voluto creare UVA, l’Unione degli Artisti del Veneto. La V si è evoluta da Verona al Veneto in quanto mi sembrava restrittivo, limitante pensare alla sola città di Verona. Il Veneto è una regione molto bella, molto ricca e con tante opportunità. A me piacerebbe fare degli eventi che vanno a valorizzare il territorio. 

Siamo partiti con tanti eventi e volevamo fare un collettivo. Però quando si pensa di mettere insieme un collettivo,è necessario che ci siano sei cuori e sei teste e non due teste e sei cuori con il resto delle persone che sono spettatori. Per questo motivo. si è passati da collettivo ad organizzazione di eventi. Il risultato è che quei tre cuori e quelle tre teste al lavoro possono lavorare velocemente coordinati tra di loro e creare veramente degli eventi degni di nota. 

Mosè Santamaria – la valorizzazione del territorio

Lo scopo è quello di valorizzare il territorio. Si può lavorare in collaborazione con le aziende locali. Si può ad esempio creare un evento con un produttore di formaggi e miele e fare una specie di allestimento di arte contemporanea mista a qualcosa di musica. Cerchiamo l’interdisciplinarietà con UVA non solo a livello artistico. Creiamo connessioni interdisciplinari. Questo è un po’ il motto di UVA e andiamo a fare riqualifica urbana.

Il mio sogno sarebbe riuscire a trovare a Verona un posto magari abbandonato che il comune ci possa dare in gestione anche solo per eventi mirati. In questi eventi potrebbero esserci musicisti a livello nazionale che fanno musica veramente “forte” e poi aprire successivamente a musicisti locali. Far venire ad esempio personaggi importanti come ad esempio un Niccolò Fabi che apre uno o due concerti dove suonano degli artisti di Verona e dia visibilità a questi ragazzi. Al tempo stesso si crea un’interessante serata dove il pubblico viene per ascoltare un big. Uno ad esempio che viene ad ascoltare un Niccolò Fabi è veramente preparato all’ascolto. 

L’importanza di dare visibilità agli artisti emergenti

Mosè Santamaria in primo piano dietro a delle saracinesche chiuse. Le luci ci riportano immediatamente all'estate.
Un Primo Piano di Mosè Santamaria

Questo è un modo per dare visibilità ad artisti emergenti che altrimenti hanno poca possibilità di avere visibilità…

Se escludiamo l’Arena o si va a teatro dove si fanno concerti di lirica o musica leggera, non ci sono grandi possibilità a livello musicale. Si fanno soprattutto cover e ancora cover. I gestori pagano la cover. Dovrebbe essere diverso. Una persona che fa musica originale dovrebbe essere pagata molto di più. Ci sono tante persone che fanno musica e non frugano nulla nelle tasche degli altri. Anche questo andrebbe detto.  

I progetti di UVA nel prossimo futuro

Terminiamo questa nostra chiacchierata entrando nel cuore di quelli che saranno i progetti di UVA nel prossimo futuro. Il Covid ha reso difficile se non impossibile organizzare Live…

Il covid ha dato modo a UVA di rivedere molte cose, aggiustare il tiro. Abbiamo dunque pensato di puntare di più sulla qualità che sulla quantità. Sicuramente per il 2020 lavoreremo dietro le quinte. Nel 2021 partiremo sicuramente con una programmazione. Stiamo valutando delle location dove poter proporre musica live anche “a biglietto”, magari portando dei big a Verona, questa è l’idea che abbiamo al momento oltre a fare anche degli eventi in collaborazione con delle cantine, con degli agriturismi con delle aziende, con dei negozi. Il fine è sempre quello di trovare delle connessioni con mondi diversi. 

Un’occasione per fare rete…

Sarà un’ottima occasione per voi quindi di fare rete e puntare maggiormente sulla qualità dell’evento… 

Si esatto. Da collettivo diventeremo più organizzazione Punteremo più di a quello. Nella nostra vision c’è quello di coinvolgere artisti locali e di valorizzarli. A Verona ci sono tanti che fanno Cover, ma ci sono anche musicisti e cantautori che si impegnano e propongono il loro materiale originale.  Un esempio sono i Flic Floc, Golena, Anna e l’Appartamento, Laurino, Federico Secondome, Francesco Ceriani. Sono tutte persone che hanno qualcosa da dire. 

La cosa difficile della realtà di Verona è che tra musicisti è un po’ difficile unire le forze. Però noi non demordiamo e siamo fiduciosi. Mettendoci in una posizione super partes non più quindi da collettivo, ma da organizzazione andremo a creare degli eventi in modo tale che artisti che ho citato possano emergere e contribuire a dare visibilità a questi artisti.

Intervista a Mosè Santamaria – la valorizzazione della musica emergente locale ai giorni nostri ultima modifica: 2020-10-02T09:55:01+02:00 da Valentina Mericio

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