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Intervista a Golena – Da “Torto o Ragione” a “Saint Tropez”

Intervista a Golena

Quando si parla di fare musica, spesso la sfida più grande è quella di alzare l’asticella e arrivare a collaborare con una casa discografica. A Verona possiamo trovare tantissimi giovani talenti che producono musica di qualità, nonostante il Coronavirus abbia messo a dura prova tutto il mondo musicale. Ho fatto un’intervista a Golena pseudonimo di Mattia Carlesso che ha recentemente pubblicato Saint Tropez il suo primo lavoro con La Cantina Records, un’etichetta discografica indipendente. Nei primi mesi del 2021, uscirà il suo primo album. 

Breve Biografia

L'artista Golena fotografato a figura intera con alle spalle un edificio
Golena

Golena, al secolo Mattia Carlesso classe 1990 nasce a Verona. Fin dalla sua infanzia grazie alla famiglia si appassiona alla musica d’autore ascoltando musicisti del calibro di Ivano Fossati, Lucio Dalla o ancora Lucio Battisti. Durante l’adolescenza si avvicina sempre di più alla musica Rock e collabora in diversi gruppi musicali della scena veronese. Nel 2014 prende sempre più forza l’idea di avviare una carriera solista. Nel 2019 viene pubblicato l’EP “Torto o Ragione” grazie alla collaborazione della cantautrice veronese Veronica Marchi. 

Intervista a Golena 

Ciao Mattia e benvenuto su itVerona. Mi puoi parlare del tema centrale di Saint Tropez? Già il titolo richiama l’idea delle vacanze, di estate… 

Il nome Saint Tropez è nato un po’ per caso e un po’ per gioco. Già in studio di produzione e registrazione avevamo una melodia scritta da me con Giacomo e Massimo. Nella prima giornata di lavorazione abbiamo provato a buttare giù delle parole in po’ in inglese e un po’ in italiano. Nelle ritornello c’è la parola Saint Tropez e ci era subito piaciuta molto. Da questa cosa un po’ per caso è nato il mood della canzone e da lì abbiamo sviluppato il testo. Si tratta di una canzone estiva dal ritmo allegro. C’era la volontà di raccontare un’avventura estiva di un ragazzo che dà appuntamento ad una ragazza e vuole “perdersi” in questa notte. Quale posto migliore in estate se non Saint Tropez? è come dire Cortina in inverno! Sono quei posti che richiamano a quelle atmosfere e a quelle situazioni che abbiamo voluto raccontare nelle canzoni. 

Saint Tropez è stato prodotto in seguito alla pubblicazione del mio primo ep “Torto o ragione” che mi ha permesso di entrare in contatto con La Cantina Records. Alla casa discografica è piaciuto il mio modo di lavorare. Da lì abbiamo stretto una collaborazione. Adesso stiamo lavorando su nuovi pezzi. Saint Tropez è dunque la prima sperimentazione frutto della collaborazione con La Cantina Records. 

Il primo EP “Torto o Ragione”

Un dettaglio della copertina del singolo St. Tropez
Copertina del singolo St. Tropez

Raccontami com’è stato produrre il tuo primo ep… 

In realtà faccio musica da tantissimo. Come chitarrista e cantante ho suonato in un sacco di gruppi. Ho 30 anni non sono più un giovincello e vengo da un’esperienza di musica che va avanti ormai da più di 15 anni in vari gruppi della scena veronese. Quello è stato diverso in questo giro è che prima uscivo con una band (quindi non come Golena).

Adesso invece sono da solo con la mia faccia, le mie idee, i miei pensieri e ovviamente sostenerli e portarli sul palco è un po’ più complicato, ma è anche più stimolante. Sono dunque io che metto la mia faccia e che vada bene o vada male posso arrabbiarmi solo con me stesso. Quando invece si lavora in gruppo è sempre più difficile prendere delle decisioni drastiche o cambiare completamente. Bisogna anche andare d’accordo con altre persone. è un po’ una novità, sono contento. Andiamo dunque avanti in questa direzione.

Le curiosità sul nome Golena

Un primo piano di Golena che si affaccia ad una ringhiera in ferro blu
Golena affacciato alla ringhiera

Una curiosità sul tuo nome. Come mai hai scelto il nome d’arte Golena? 

Il suono del nome Golena, mi piace molto anche perché è un nome femminile. La Golena è una caratteristica della natura, fa parte del fiume. Io sono molto legato alla natura, all’ambiente. Credo nei valori dell’ambiente. Per quanto riguarda il fiume, cosa c’è di più naturale del fiume che scorre e la Golena non è altro che la riva del fiume. 

Le novità sul prossimo lavoro

Parlami delle novità che introdurrai nel tuo prossimo lavoro… 

La novità principale è appunto la collaborazione con un’etichetta discografica e con un nuovo produttore. Il suono diventa più definito e il carattere del disco diventa più centrato. Il problema che spesso ha un artista che non lavora con un produttore è quello di svegliarsi una mattina, gli viene in mente una canzone, se ne “frega” un po’ della direzione che ha preso e si ritrova magari 5-10 pezzi molto eterogenei tra di loro.

Quello che sto cercando di fare è quello di prendere una direzione e di andare a creare un “sapore” che deve rimanere nel disco che andrò a produrre. Il nuovo disco che uscirà nei primi mesi del 2021 avrà un sapore più definito, non si staccherà poi tanto dal singolo Saint Tropez, ci sarà comunque una componente di elettronica, ma uniremo anche po’ del mio vecchio stile perché io comunque sono chitarrista e cercheremo di divertirci. 

Fare l’artista ai tempi del Coronavirus

Un primo piano di Golena dietro ad un edificio dalle serrande riflesse di blu

Un Primo Piano Di Golena

Come hai vissuto questo periodo di lockdown da artista? 

Sicuramente è stato un periodo difficile per gli artisti, ma se ci pensi è stato un periodo duro per tutti. Non è che mi sento più sfortunato rispetto agli altri. Ci sono tante persone in cassa integrazione. Non è che voglio fare la vittima e l’artista è più in difficoltà rispetto agli altri. Per gli artisti però c’è la crisi perché i live sono fermi, si suona molto poco e non ci sono introiti. Gli artisti emergenti come me non è che avessero tutti questi introiti dal mercato discografico e quindi i concerti che erano una buona fetta dell’introito si sono bloccati. Non bisogna piangersi addosso, bisogna trovare nuove soluzioni, bisogna cercare dei nuovi metodi. 

L’importanza di reinventarsi

Abbiamo capito che il live è sospeso e bisogna trovare delle nuove forme per fare live. Le nuove forme sono le piattaforme social e quindi live in diretta streaming, Facebook, Instagram o comunque produzione di video. In particolare mi sono concentrato sulla scrittura di nuovi pezzi. Ho pensato, non posso fare live o concerti, a questo punto ci sediamo con lo strumento sulla sedia e scriviamo nuovi brani, produciamo, puntiamo su crearci un pubblico ahimè online, perché in questo periodo è quello che possiamo avere, però cerchiamo di averlo.

Puntiamo su fare crescere gli ascolti su Spotify, le visualizzazioni su Youtube. Ci siamo spostati dalla musica suonata ad una musica online bella o brutta che sia. Non mi piace prendere una posizione in questo merito. Sicuramente è un modo diverso che nessuno sviluppava fino in fondo. Bisogna ricrearsi, ripensare alla propria professione in questo periodo di crisi, però mai piangersi addosso.

Intervista a Golena – Da “Torto o Ragione” a “Saint Tropez” ultima modifica: 2020-10-15T11:04:07+02:00 da Valentina Mericio

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