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Ferruccio Carnevale: la discoteca ai tempi dell’Excalibur

Ferruccio Carnevale Verona L'ingresso Dell'excalibur

“Cosa resterà di questi anni ‘80…” così cantava una famosissima canzone di RAF del 1989. Oggi parliamo di Ferruccio Carnevale che a Verona ha dato vita all’Excalibur, un leggendario locale di quegli anni tra i più in della città e del Nord Italia. La sua storia ha accompagnato la Verona Bene e ha portato oltre l’Adige il nome della città, dandole una grandissima notorietà. Abbiamo intervistato Ferruccio Carnevale, imprenditore che fu l’artefice di questo piccolo miracolo tutto veronese. 

Ferruccio Carnevale: dal 1983

“L’Excalibur è nato nel 1983 con quattro tipologie di servizio che ancora non esistevano in quell’epoca. A quel tempo c’erano le discoteche e le balere o ancora il pianobar. All’Excalibur, invece, c’era sia la musica dal vivo, la discoteca sotto, il ristorante sopra, una saletta video dove si potevano vedere i film in prima visione…”

Una specie di cinema allora, all’avanguardia per essere negli anni ‘80… 

Diciamo che l’Excalibur, per essere nato nel 1983, era quasi “l’Europa”. Avevamo una tesserina, che apriva elettricamente la porta in ferro antico. Questa tessera è stata introdotta dall’Hilton dieci anni dopo per aprire le porte delle camere. Io invece la consegnavo ai clienti che erano tutti amici o amici di amici. C’era già una specie di selezione naturale, quindi era un luogo dove tutti, o quasi, si conoscevano. Quando era pieno sotto e sopra raggiungeva il numero di 400 persone. Era un locale di quasi 5.000 tesserati.

Un’atmosfera diversa 

Comunque questo permetteva di creare un’atmosfera diversa, protetta… 

Sì c’era un’atmosfera diversa. Intanto erano altri tempi. L’unico giorno di chiusura era il lunedì. L’apertura era dal martedì alla domenica. Con music tutte le sere. Quella dal vivo iniziava intorno alle 21.00/21.30, mentre quella da discoteca verso le 22.00/22.30. In contemporanea c’era chi voleva stare seduto ad ascoltare la musica, chi voleva andare giù a ballare o si faceva l’uno e l’altro. 

La saletta del ristorante era aperta dalle 20.30 e si cenava fino alle 3.00 di notte, perché chiudevamo alle 4. La possibilità di cenare fino a tardi allora non esisteva. Abbiamo anticipato i tempi su tante cose. C’erano poi le prime cubiste che si chiamavano “Go Go Girl” che ballavano su un cubo che abbiamo fatto fare noi da un falegname artigianalmente. 

Ferruccio Carnevale Verona Le Go Go Girls
Ferruccio Carnevale e lo staff. Foto dalla collezione privata di Ferruccio Carnevale

In fondo alla pista della discoteca c’era un maxischermo, con tre tubi catodici colorati per trasmettere a colori, che proiettava dei filmati di sport estremi. Quindi c’era tutto un sistema innovativo che abbiamo inventato noi. Un altro esempio era la prima Drink Card dove segnavamo a penna le consumazioni senza dover pagare ogni volta per forza. Anche questa si pagava all’uscita. Poi in seguito è diventata elettronica.

Un locale che ha anticipato i tempi

Adesso troviamo la tessera in tutte le discoteche o addirittura nei centri benessere che poi è diventato l’orologio. Comunque il sistema è quello… 

Avrei dovuto brevettarla, così… (ride), c’erano tutte queste cose un po’ particolari. Poi a quei tempi si facevano delle feste come quelle mascherate, dove si indossavano vestiti sartoriali. Era un altro modo di divertirsi e anche di fare. Se si beveva, era perché si trovava un amico con cui bere insieme. Era tutta un’altra atmosfera. 

Diciamo che era un luogo dove poter mangiare fino a tardi ed eri “coccolato”. Non ci sono mai stati grandi problemi all’interno della discoteca. Non avevamo i buttafuori nel locale. In effetti decidevo io chi doveva entrare o non entrare. Il locale era frequentato anche da signore che, uscite dal teatro, si fermavano per un drink o per mangiare qualcosa. Tra i clienti, anche gli attori di teatro. Oltre che personaggi del Festivalbar. Tra l’altro ho conosciuto Claudio Cecchetto che ogni anno mi portava i suoi beniamini. 

Ferruccio Carnevale e l’arrivo delle celebrità

Ci sono stati tutti: Grace Jones, Jovanotti, Eros Ramazzotti, Patty Smith. Cantavano e ballavano insieme con gli altri. Loro erano in mezzo alla gente comune e nessuno li assillava per le foto o i selfie come si fa adesso. E alcune fotografie lo testimoniamo. Bevevano, uscivano e pagavano tutti. Adesso per avere nel locale uno “vip” non so che cosa si debba fare.

Un club esclusivo

C’era quindi un clima di esclusività, ma allo stesso tempo chi veniva si sentiva coccolato, si conoscevano quasi tutti… 

Diciamo della Verona Bene. Prima di quello avevo avuto per un anno il Campidoglio, che era il primo locale dei music club di Verona e aveva un pianobar. In questo locale avevo messo un piccolo complesso. Per tutti i complessi che c’erano in quegli anni, Verona era conosciuta come la Liverpool Italiana. Gli amici musicisti che venivano, facevano delle Jam Sessions stupende. L’atmosfera era incredibile. 

E ho cercato, poi, di portare quest’atmosfera anche all’Excalibur, perché l’anno dopo ne ho preso la gestione. Qualsiasi musicista amico che veniva a trovarmi o cantava o suonava. Anche Jerry e Smaila si mettevano a cantare e il divertimento era questo. Di personaggi importanti ne sono passati: Jim Capaldi e Ricky Evans, famosissimi. Ricky Evans, tra l’altro, ha aperto il festival di Woodstock.

Claudio Cecchetto e il Festivalbar

Dicevi che tanti grandi personaggi sono collegati agli anni d’oro del Festivalbar, hai avuto modo di conoscere Claudio Cecchetto e altri… 

Sì, ho ancora una foto in cui ci sono io, Claudio Cecchetto, Sandy Marton e Valeria Benati, adesso a RTL 102.5 e che è una cara amica e anni fa abitava a Verona. C’era poi Alex Baroni che era il DJ dell’Excalibur e che purtroppo è morto a 33 anni in un incidente stradale. Tutt’ora se ne parla. Ho conservato tantissime foto di quel periodo molto belle anche se tante purtroppo si sono perse.

Tanti Personaggi Famosi Dell'epoca
Tanti Personaggi Famosi Dell’epoca Foto dalla collezione privata di Ferruccio Carnevale – Da destra a sinistra: Claudio Cecchetto, Ferruccio Carnevale, Alex Baroni, Sandy Marton, Valeria Benati

A mezzanotte venivano serviti i cioccolatini della Lindt, qualche volta la brioche calda, altre volte il gelato o il risotto. Questo modo è nato con l’Excalibur e man mano è stato copiato. Il mercoledì c’era la festa universitaria e molti restavano fuori in coda. Si aspettava fuori al freddo, in attesa che una decina di persone venisse fuori. Tanti di quei ragazzi che si sono laureati quando li incontro mi riconoscono ancora a distanza di anni. 

Il rapporto con Jerry Cala e Umberto Smaila

Il tuo rapporto con Jerry Calà e Umberto Smaila, com’era? Li hai nominati spesso…

Ferruccio Carnevale Verona E Jerry Calà
Ferruccio Carnevale Verona E Jerry Calà Foto dalla collezione privata di Ferruccio Carnevale

Conosco Jerry Calà da tantissimi anni, da quando ne avevamo quindici o sedici. Allora a Verona,c’era un locale molto famoso in via Mazzini, la birreria Forst, uno dei primissimi locali di aggregazione. Lì ho conosciuto con Jerry e gli altri ed è rimasta questa grande amicizia da sempre. Il tecnico delle luci a quel tempo era Diego Abatantuono, che ha iniziato un po’ dopo al Derby di Milano. Una sera ha sostituito una persona, è piaciuto e poi ha iniziato pian piano a crescere. 

In questa compagnia siamo ancora adesso quaranta o cinquanta persone. Ci troviamo durante la pasquetta, dei compleanni o ancora al matrimonio di Jerry. Poi Jerry e Umberto compiono gli anni insieme a giugno e alle volte si organizza una festa dove ci troviamo tutti. La Pasquetta è sacra e la festeggiamo sempre insieme. Noi con il gruppo nostro, dove si canta, si suona e si fa casino. 

Ferruccio Carnevale: un’amicizia duratura e la passione per le marmellate

Diciamo che è un’amicizia che dura nel tempo… 

Ferruccio Carnevale Con Jerry Calà E Diego Abatantuono
Ferruccio Carnevale Con Jerry Calà E Diego Abatantuono Foto dalla collezione privata di Ferruccio Carnevale

Sì, infatti nel mio negozio di marmellate c’è Jerry che fa da testimonial con il vasetto in mano e dice “Libidine”. Tutto in amicizia. Per passione, poi, quando chiudevo il locale, andavo a fare il food and beverage nei locali al mare. Per circa quattro anni sono stato in Costa Smeralda, altri quattro vicino a Palinuro, un’altra decina in Calabria, sicché poi ho deciso di trasformare questa mia passione in lavoro. 

Da imprenditore di locali a imprenditore di marmellate… 

Ho raggiunto un’altra età, sono cambiati i tempi come modo di divertirsi. Sono pochi i locali dedicati agli adulti. Ormai sono locali per giovanissimi, con altra musica, altra atmosfera, altro tipo di “rogne”, per cui non è più piacevole come una volta. L’unica cosa che ancora organizzo ogni tanto è il “remembering Excalibur”, dove ancora tornano i clienti di una volta a distanza di 37 anni. Ne ho fatta una di recente all’Amen sulle Torricelle. Eravamo noi della vecchia compagnia, per cui la voglia di fare una serata e di divertirsi c’era. Ascoltiamo la musica degli anni ‘80 che è sempre la più bella. Quelli che un tempo erano i più anzianotti adesso non ci sono più: d’altronde, io che ero giovane, adesso ne ho settanta.

Michele Placido Balla In Pista
Michele Placido Balla In Pista Foto dalla collezione privata di Ferruccio Carnevale

Ferruccio Carnevale: i locali notturni sono cambiati

Raccontavi che i locali notturni sono cambiati… è stato questo che ha portato alla chiusura dell’Excalibur? 

Con gli anni è diventato di moda andare in discoteca tardi. Questa che era caratteristica dei locali di Ibiza o della Riviera è stata trasferita nella città. Sono nati i bar dove si fa l’aperitivo lungo, una cena ormai. Resti molto a lungo a bere in questi locali e così la discoteca inizia sempre più tardi, verso le mezzanotte e mezza, l’una. 
Gli adulti che erano abituati a cenare al massimo alle 22.30 per poi ballare alle 23 in discoteca, adesso non hanno più un luogo dove andare. Le discoteche, ormai, quando lavorano bene, aprono solo il venerdì e il sabato. Alcune solo il venerdì o solo di sabato. Qualcuno anche il giovedì. Ad ogni modo non c’è più una continuità nelle serate, considerato che gli adulti ormai sono la fascia dai venti a trent’anni, mentre i giovanissimi vanno dai 14 ai 18 o al più fino ai 20.

Per cui c’è un’atmosfera completamente diversa, ed ecco che l’adulto è tagliato fuori. Con gli anni ha cominciato a non uscire più, a non frequentare quella tipologia di locali a meno che non sono quelli storici come “La Capannina” o le serate spettacolo con Jerry. In questi spettacoli si può trovare il giovane di venti come quello di settanta. 

Alcuni Protagonisti Dell'excalibur
Alcuni Protagonisti del Verona del 1985: in basso i giocatori Tricella e Volpati. In alto l’allenatore Osvaldo Bagnoli e la moglie con Ferruccio Carnevale
Foto dalla collezione privata di Ferruccio Carnevale

Cambia il pubblico nelle discoteche

Diciamo che quello che ha messo fine all’esperienza Excalibur è stato principalmente questo? 

Le discoteche, si sono ingrandite sempre di più. L’Excalibur tra sotto e sopra faceva 400 persone ed era bello pieno. Ingrandirsi è significato introdurre la figurare del PR. Prima una persona andava in locale per il servizio e per esser trattato bene. Ora va di moda la tendenza del momento. Sta nella bravura del PR portare la gente dentro al locale. 

Ferruccio Carnevale: dal citofono a WhatsApp

C’è stato un salto generazionale, altri tempi, altri modi di approcciarsi… 

Con lo smartphone adesso ci si isola, si sta davanti al PC. Se adesso ci si manda il messaggio su WhatsApp, una volta ci si parlava al telefono. Per cercare qualcuno sotto casa si citofonava. Sono tutte cose dimenticate. Internet è molto utile, ma su certe cose ha rovinato i rapporti umani. 

1985: lo scudetto dell’Hellas Verona

…Negli anni dello scudetto, l’Excalibur era frequentato dalla squadra del Verona. Venivano tutti. Lo scudetto è stato festeggiato all’Excalibur, con i dirigenti, gli allenatori, tutti quanti. C’era Bagnoli, il presidente e la domenica sera venivano sempre a mangiare qualcosa, nella saletta del ristorante guardavamo i loro goal della domenica sportiva. Era divertente, era bello. Avevamo i protagonisti dei goal che si guardavano insieme.

Ferruccio Carnevale: L’Excalibur – Un club per tutti  

L’Excalibur alla fine era un locale per tutti… anche se non ti andava di ballare potevi comunque trovare dei modi piacevoli per passare la serata

Certo, proprio per questo la parte di sopra era divisa in tre camere. C’era la sala del ristorante, dove ci si poteva intrattenere anche dopo la cena. Nella sala centrale suonava sempre il gruppo musicale, e nell’ultima c’era un camino con affresco del settecento. In ogni stanza comunque si poteva cenare. E c’erano anche i giochi da tavolo per cui l’intrattenimento per tutta la serata era assicurato. Era un club unico.

Ferruccio Carnevale: la discoteca ai tempi dell’Excalibur ultima modifica: 2020-07-17T10:04:46+02:00 da Valentina Mericio
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