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“Che fatica diventare grandi” di Marta dal Corso: una bellissima avventura

Che Fatica Diventare Grandi Di Marta Dal Corso

“Che fatica diventare grandi” è la prima avventura editoriale della giovane scrittrice veronese di 29 anni Marta dal Corso. Pubblicato dalla casa editrice Bookabook.it, non è un libro come tutti gli altri. Si tratta di un vero e proprio calderone di creatività. I lettori, grandi e piccini, potranno infatti mettersi alla prova, creando le illustrazioni del libro. Un libro work in progress insomma, che permetterà agli artisti in erba di poter esprimere la loro voce. I disegni più belli verranno infine selezionati dalla casa editrice che li pubblicherà a opera ultimata.

 C’è di più. “Che fatica diventare grandi” sarà un’opera che farà bene due volte. Ai più piccoli che potranno rendere più colorate le loro giornate in questo periodo di pandemia. Alle associazioni del territorio in ambito medico, sanitario e di ricerca che tanto si stanno prodigando per combattere questa situazione di emergenza sanitaria. Poiché queste ultime beneficeranno del ricavato derivato dai diritti d’autore. 
L’abbiamo voluta intervistare per raccontarci del suo progetto.              

“Che fatica diventare grandi” di Marta dal Corso – la nascita di un progetto 

Ciao Marta, benvenuta! il tuo libro “Che fatica diventare grandi” racconta, attraverso la storia di un gomitolo, la meravigliosa avventura della crescita. Ci racconti come ti è venuta l’idea di questo libro e come è nato il progetto? 

Questa storia nasce da un progetto di volontariato, che avevo iniziato un paio di anni fa. Era un progetto attraverso il quale si poteva apprendere la vita delle persone anziane con una serie di valori, di passati e di storie che oggi ci sembrano molto distanti e lontani da noi, ma da cui si impara sempre tantissimo. Anzi, sono molto importanti per la crescita delle persone di oggi e delle nuove generazioni. Questo mi ha fatto venire in mente quanto anche i nostri bambini possono avere la necessità di avere alcuni modelli da poter seguire in modo che la loro crescita sia sempre guidata da figure che nella loro vita non hanno per forza fatto qualcosa di straordinario, ma che sono riuscite a mettere insieme quei piccoli pezzetti che permettono di vivere una vita serena e felice. 

La storia si è evoluta. Nel frattempo avevo lasciato il progetto in stand by in quanto sono rimasta incinta e avevo già un’altra bambina. Quando è nata Anita, ho deciso di terminare il libro. Mi piaceva l’idea di fare in modo che un piccolo gomitolo scoprisse come si può diventare grandi. Diventare grandi significa talvolta lasciare pezzettini di sé per costruire qualcosa di più importante e di più grande ancora. Il tutto nella relazione e nell’incontro con l’altro. Credo fortemente che siano le altre persone a rendere la nostra vita sempre qualcosa di più bello.

Arriva la quarantena 

Il progetto nello specifico prende forma durante il periodo della quarantena. Due o tre case editrici si erano mostrate interessate. Anche il mercato editoriale ha tutta una serie di evoluzioni. Io non ero molto sicura di voler andare avanti con questa strada. Poi è scoppiata la pandemia e mi sono detta “io non ho ancora le illustrazioni per la mia storia, però tutti quanti, adulti e bambini che dovranno vivere mesi in casa barricati, senza spiragli di luce e soprattutto in un periodo in cui è molto facile incupirsi, lo è stato, vorrei che le mie parole potessero dar loro speranza”. Ho chiesto quindi ad una casa editrice se fossero stati disponibili a fare in modo che in questo libro compartecipassero tutte le persone, facendo un acquisto. 

Sulla Luna
Sulla Luna Foto di luizclas da Pexels

Un libro fatto da tutti

L’acquisto del libro permetteva di leggere le copie integrali della storia, ma poi tutti potevano inviare le illustrazioni, diventando protagonisti del libro insieme a me che ne sono l’autrice. Non mi vorrei prendere il merito di tutto, perché penso che questo sia un libro compartecipato. La bellezza di questo progetto è che tutti insieme stiamo cercando di realizzare un libricino che rimarrà. Permette a tutti di esprimere il proprio talento, il proprio potenziale e permette anche alla lettura per l’infanzia di seminare quel po’ di bene che di certo male non fa.  Siamo partiti, la cosa sta andando abbastanza bene. Adesso mancano ancora un paio di mesi alla fine della campagna, ci mancano una settantina di copie per raggiungere l’obiettivo, ma sono sicura che ce la faremo. 

“Che fatica diventare grandi”. Come mai questo titolo?

La scelta del titolo, non è casuale. Non è ancora definitiva, perché una volta finita tutta la campagna di crowdfunding, la casa editrice valuterà se fare delle modifiche alle bozze del testo, anche se non penso che accadrà in realtà. Ad ogni modo per diventare grandi, ci sono sempre tantissimi piccoli traguardi e tanti ostacoli da dover superare e tantissimi pezzettini di sé che bisogna lasciare in disparte, per far maturare nuove consapevolezze. Quindi diventare grandi è effettivamente una sfida.

Sfido chiunque a dire che il proprio percorso di crescita è stato sempre lineare, sempre felice, sempre tranquillo. Perché in realtà, tutte le scoperte che si fanno incidono su noi stessi e sull’adulto che diventeremo. Però è proprio questo non lasciarsi mancare nessuna avventura e buttarsi a capofitto in quello che la vita ti riserva che fa diventare un adulto più consapevole, più coraggioso, intraprendente e con l’ambizione anche di poter esserci a favore delle altre persone. Un po’ quello che fa il gomitolino, che si trova alla fine catapultato in mondi che non conosce, sempre nuovi, dove ha tutto da imparare. Come un bambino in realtà, ma che non si arrende mai e anzi si incuriosisce sempre di più. Tant’è che alla fine scopre che per essere veramente quello che sperava deve fare una trasformazione in sé stesso. 

Il racconto a lei più caro

Tra le storie che hai scritto per la pagina Facebook “Marta dal Corso Piccole Storie”, ce n’è qualcuna nella quale ti sei emozionata particolarmente mentre la scrivevi? 

Parto con il dire che sulla pagina Facebook scrivo tre tipologie di racconti. La prima si chiama “Racconti al volo”, che sono scritti di mio pugno. Sono racconti “da social” che può leggere chiunque. Ci sono poi le “storie filate” che sono quelle che invece scrivo con le persone che mi seguono nel senso che io do il là alla storia e lascio che poi siano gli altri a dare un input per come poterla proseguire. Sulla base di ciò la costruisco come la community la desidererebbe. A volte sono delle sfide non proprio semplici, perché l’opinione pubblica sia magari la stessa mia d’autrice. Ci sono infine le “Storie vere”, che sono quelle a cui io sono particolarmente legata. Sono storie di persone che, nella loro semplicità, hanno realizzato qualcosa di bello. Credo che siano gli altri a maturare in noi stili di vita e comportamenti ispiratori. 

“Vicino a te”

Di questi, in modo particolare, sono legata alla storia “Vicino a te” che è una storia che avevo scritto per la festa del papà. Volevo dedicarla al mio di papà che fa l’infermiere che lavora in un ospedale che in questi mesi è diventato un ospedale covid della città, per lui e per tutto il personale sanitario, che comunque ha lavorato a fianco dei malati senza mai lamentarsi, ma dimostrando una tenacia e una perseveranza ammirevoli. 

“Nini viene dalla Luna” e “Nei Silenzi”

Sono poi molto legata ad una storia che si intitola “Nini viene dalla Luna”, che è quella che avevo scritto per la mia seconda bambina. In realtà racconta ciò che all’interno di una gravidanza può essere complicato, di cui non si sa se ci sarà un lieto fine o no, ma ci può essere comunque speranza. Sono infine legata ad una storia che si chiama “nei silenzi”, una delle ultime. Racconta le trasformazioni di vita di un fotografo di successo, in un pastore delle nostre montagne. 

Come Si Diventa Scrittori
Come Si Diventa Scrittori

I progetti nel futuro 

Hai dei progetti nel cassetto per il prossimo futuro? 

Nel prossimo futuro, mi piacerebbe trovare del tempo sempre per la scrittura, che per me è veramente una boccata di ossigeno e fare in modo che la scrittura possa diventare un prodotto artigianale. Poter quindi lavorare con degli artigiani della nostra zona, per creare dei libricini artigianali. 

“Che fatica diventare grandi”: consigli per gli aspiranti scrittori 

Daresti un consiglio a chi si vuole approcciare alla scrittura per la prima volta? 

Per chi invece si sta approcciando alla scrittura, consiglio di seguire dei corsi. Ce ne sono di buonissimi e molto validi, che permettono di perfezionare il proprio stile. In Italia siamo più scrittori che lettori. C’è quindi bisogno di capire come poter inserirsi in questo mondo e come poter dare voce alle proprie parole personalizzandole. Consiglio di non demordere mai e di crearsi delle strade alternative. Perché se il proprio obiettivo è quello di raggiungere il mercato editoriale, è una strada molto tortuosa e difficile. Non bisogna mai abbattersi da tutte le proposte che non vengono accettate, ma continuare a seguire i propri desideri. Se invece scrivere rimane quella passione che fa stare bene, allora il mio consiglio è di continuare a farlo perché l’importante è fare ciò che ci fa sentire bene come persone.

“Che fatica diventare grandi” di Marta dal Corso: una bellissima avventura ultima modifica: 2020-05-29T09:30:00+02:00 da Valentina Mericio
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