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EDIFICI STORICI STORIA

Campo Marzo: un percorso storico

Campo Marzo

Il Duecento fu un secolo particolarmente fiorente per Verona. In epoca medievale avviò lo sviluppo cittadino oltre Adige arricchendo la zona di Campo Marzo (all’epoca Campo Marzio) e Veronetta. Vennero infatti concentrati in quell’area i grandi pascoli per i cavalli delle truppe cittadine. Pascoli che servivano anche per allevare i buoi forniti dai grandi monasteri cittadini: San Giorgio in Braida, San Zeno, Santa Maria in Organo, Santi Nazaro e Celso. Sorse il Ponte Navi a metà del secolo. Avrebbe collegato il centro città con la zona destinata a ospitare anche il trasferimento delle grandi fiere mercantili di Settembre e Dicembre.

Campo Marzo culla della nuova religiosità

Il Comune liberò la parte più interna del Campo Marzo, lontano dalle abitazioni e dagli insediamenti commerciali, per la venuta di alcune comunità religiose. Furono gli anni delle cosiddette religiones novae, degli ordini mendicanti e delle comunità maschili e femminili. Molte delle organizzazioni nate in quell’epoca trovarono sede a Verona.
Tra il 1211 e il 1212 un gruppo di canonici di San Marco di Mantova si insediò in una chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena su richiesta di Gualimberto da San Vitale, noto prete cittadino. Dal 1279 a 1297 il convento ospitò anche un gruppo di monache provenienti da San Cassiano di Mezzane, per le quali venne costruito un chiostro e rimodernata la chiesa.

Gli insediamenti stabili in Campo Marzo

Il Campo Marzo di quel tempo fu un vero e proprio laboratorio di religiosità cittadina. Nel 1220 nacquero un nuovo convento femminile, quello di Santa Maria delle Vergini, e il primo nucleo veronese delle sorores minores, le seguaci di San Francesco d’Assisi. Ma divenne anche la zona adatta, ricca di spazi liberi vicino a un centro urbano ad alta denistà abitativa, allo sviluppo di attività produttive. La presenza inoltre del Fiumicello, corso d’acqua proveniente da Montorio, garantiva un’inesauribile fonte, oltre che di acqua, anche di energia idraulica. Fattori che affidarono l’area orientale di Verona al suo destino industriale plurisecolare.

Campo Marzo
Pianta di Verona, litografia Minelli, 1849. Foto di Luca Fratton.

La città in evoluzione

Dal tempo dei numerosi insediamenti religiosi e commerciali e per molti dei secoli a seguire, il Campo Marzio non vide grossi stravolgimenti. Durante il Settecento, su ispirazione di Scipione Maffei, protagonista del movimento di rinnovo della città, lo spazio fieristico di Campo Marzo venne ricostruito. Sostituite le vecchie costruzioni lignee sorse la Fiera “di muro”, progettata da Ludovico Perini nel 1718. Rivoluzionario però fu l’ingresso dei francesi sulla scena cittadina nel 1797. Nel quindicennio francese molteplici iniziative progettuali coinvolsero la città in varie zone. Fu l’epoca di progetti quali l’ammodernamento dell’asse di Porta Nuova e la realizzazione del viale e dell’esedra davanti a Porta Vescovo grazie alle idee di Bartolomeo Giuliari.

L’intervento deli austriaci

Con l’inizio dell’800 si verificò un progressivo disfacimento delle strutture fino ad allora simboliche di quella zona. Dapprima l’area versò ad uso militare, poi la secolarizzazione cancellò ciò che rimaneva degli edifici e della filiera produttiva della vita conventuale di Santa Maria Maddalena e di Santa Maria delle Vergini.
Tra il 1806 e il 1810 furono applicati decreti di concentrazione e soppressione degli ordini religiosi e di appropriazione dei loro beni. Gli austriaci spianarono la chiesa e il convento di Santa Marta, passati al Demanio nel 1810, per fare posto al futuro panificio militare.

Campo Marzo
In giallo evidenziati gli interventi di fortificazione austriaca. Scheda all’interno della mostra su Santa Marta, presso il Polo di Economia dell’Università di Verona, sede di Santa Marta. Foto di Luca Fratton.

Verona città militarizzata

La razionalizzazione degli spazi cittadini e l’ammodernamento stilistico e funzionale continuarono in epoca austriaca. L’abbellimento di piazza Bra e la costruzione del Cimitero monumentale in Campofiore ne furono segni concreti. Ma gli Asburgo riorganizzarono la città soprattutto a scopi militari, a partire del 1830, mossi senz’altro dalle fresche vicende rivoluzionarie francesi e dalla ripercussione che queste ebbero sul risveglio dei movimenti liberali popolari. Nel quadro urbanistico di quell’epoca avrebbe giocato un ruolo fondamentale la costruzione della stazione di Porta Vescovo, nel 1859. Una linea ferroviaria contribuiva a modellare definitivamente la zona ridosso del bastione delle Maddalene a carattere industriale.

Evoluzione e spinta urbanistica

Di lì in avanti sarebbe stata l’epoca dei nuovi ricchi. Si trattava di commercianti ed esponenti della borghesia che avevano fatto la loro fortuna in conseguenza all’applicazione dei decreti di riordino delle istituzioni religiose. Le municipalità democratiche, alla ricerca di liquidità, pretesero il rientro dei prestiti che il clero aveva concesso alla nobiltà a tassi molto agevolati. L’aristocrazia, spesso ricca di terreni ma meno di liquidità, dovette cedere i propri immobili ipotecati alla Chiesa, mettendo in moto la rivoluzione fondiaria. Vi fu così un grande trasferimento di proprietà dall’aristocrazia ai nuovi compratori borghesi, che spinsero l’urbanizzazione dei nuovi quartieri fuori le mura a ovest e a est della città.

Campo Marzo da polo militare a polo culturale

Campo Marzo oggi comprende le sedi delle facoltà di Economia, Lettere, Lingue, Educazione e molte altre. Il Polo Zanotto reca il nome del sindaco, Giorgio, che nel 1959 concretizzò l’idea di alcuni intellettuali cattolici di istituire un’università con una facoltà di Economi e Commercio.
Nel 2015 l’Università di Verona rinnovò la vecchia provianda di Santa Marta, sorta sull’ex-sito del convento delle Maddalene. Oggi ospita l’omonimo polo per i dipartimenti di Economia Aziendale e Scienze Economiche.

Campo Marzo: un percorso storico ultima modifica: 2020-11-11T09:58:59+01:00 da Luca Fratton

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