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EDIFICI STORICI STORIA

Arsenale, il simbolo della Verona austriaca

Arsenale Verona

L’Arsenale di Verona è uno dei tanti monumenti di interesse storico della città. Costruito dagli austriaci, oggi è al centro di un piano di riqualificazione.

Verona austriaca

Con la fine dello strapotere napoleonico in Europa terminò anche l’occupazione francese in Veneto. Dopo il Congresso di Vienna del 1814-1815, Verona divenne parte del Regno Lombardo-Veneto dipendente dall’Impero austriaco. Verona diventò uno dei quattro punti del Quadrilatero, un sistema difensivo sostenuto su quattro fortezze. Ne facevano parte oltre a Verona, Peschiera del Garda, Mantova e Legnago. Il feldmaresciallo Joseph Radetzky fu colui che più di tutti riconobbe l’importante ruolo strategico della città scaligera. Di conseguenza costruì numerosi edifici, come mura, forti, castelli e caserme, trasformando Verona in una grande città fortificata. Le necessità degli occupanti andarono spesso in contrasto con i bisogni della popolazione, che in quel periodo conobbe un forte declino economico. La principale preoccupazione degli austriaci era quella di mantenere il controllo della regione e di reprimere le spinte indipendentiste. Tentativi che però fallirono: Verona entrò nel Regno d’Italia nel 1866.

Militari Austriaci Arsenale Forte Santa Lucia
Soldati austriaci al forte Santa Lucia, uno dei tanti edifici costruiti in quel periodo

Arsenale, il simbolo della città-fortezza

L’Arsenale fu fortemente voluto da Radetzky. La costruzione iniziò nel 1854 e finì nel 1861. La struttura è composta da nove edifici, separati in corti, immerse in prati e giardini. L’edificio presenta una facciata, un corpo centrale, due corpi laterali, circondati da una cinta muraria. L’Arsenale sembra un tutt’uno con Castelvecchio, con il quale è collegato attraverso il Ponte scaligero. L’edificio fu deposito delle armi e del materiale di artiglieria, oltre che luogo di costruzione di oggetti e strumenti sia militari che civili. Al suo interno, infatti, erano presenti magazzini, laboratori e officine. Con l’annessione al Regno d’Italia l’Arsenale mantenne il suo ruolo militare. Verona restava comunque una città di frontiera visto che il Trentino-Alto Adige rimase sotto il controllo austriaco. L’edificio subì molti danni durante la Seconda Guerra Mondiale. Le parti più rovinate sono state poi demolite nel corso del Novecento.

Arsenale Verona Ottocento
L’Arsenale nel 1866, anno dell’annessione al Regno d’Italia

L’Arsenale oggi

Fino al 2000 l’edificio è stato utilizzato dall’Esercito Italiano. In seguito, è tornato a essere di competenza del Comune di Verona. Da allora l’Arsenale è stato al centro di accese polemiche. Il dibattito verteva sulla scarsa manutenzione riservata alla struttura e sul ruolo che avrebbe potuto avere in futuro. Le discussioni si sono soprattutto consumate a livello politico, con una differente visione del progetto a seconda delle amministrazioni. Oggi, il piano di riqualificazione dell’Arsenale è nelle mani del sindaco di Verona, Federico Sboarina. Il progetto, che dovrebbe arrivare a compimento nel 2024 prevede la ristrutturazione della struttura con lo scopo di trasformarla in una cittadella dell’arte. Per quest’occasione è stato inaugurato “Arslab: agenzia urbana sperimentale per l’immaginazione civica”. Uno spazio, proprio dentro l’arsenale, aperto ai cittadini dove confrontarsi sui cambiamenti presenti e futuri della città.

Arslab
Arslab: l’iniziativa del comune di Verona
Fonte: Pagina Facebook Arsenale di Verona
Arsenale, il simbolo della Verona austriaca ultima modifica: 2020-04-28T09:39:21+02:00 da Martina Pozzerle
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