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APS Quartiere Attivo: la storia locale come scelta di vita

Aps Quartiere Attivo

Scegliere la storia per iniziare una carriera professionale, al giorno d’oggi, può suonare strano. Nell’epoca delle relazioni high-tech e dell’informazione in bit, concetti come la memoria e il recupero del passato rimandano forse a scaffali polverosi e attività hobbistiche. Davide Peccantini, fondatore di APS Quartiere Attivo però non ne è molto convinto. Anzi, se visti alla luce delle parole del professor Peccantini, giovane storico e scrittore di storia locale, questi pregiudizi perdono davvero senso.

Chi è Davide Peccantini?

Laurea in Giurisprudenza all’Università di Trento, laurea magistrale in storia sempre a Trento. Nel 2013 ha partecipato al progetto europeo Leonardo da Vinci, che ora è inserito all’interno del progetto Erasmus Plus, in cui aveva frequentato un tirocinio retribuito per cinque mesi nella sede UIL di Berlino, selezionato in base al background di studi. Per l’ufficio gestiva le pratiche assistenziali in un part-time; di pomeriggio, invece, coltivava l’embrione del progetto di valorizzazione del quartiere di Borgo Milano, nella sua Verona.

Ciao Davide, come è nata l’idea di APS Quartiere Attivo?

Ciao Luca e ciao a tutti i lettori di itVerona.it! L’idea di APS Quartiere Attivo è nata quando a Berlino ho conosciuto i ragazzi di quella che all’epoca si chiamava Berlin City Like, una start-up nata all’interno dell’incubatore di idee Berlin Factory, distribuita in varie forme giuridiche in diversi quartieri della città, che si occupavano di valorizzarne le aree e promuovere attività tra le persone. Era un’idea che mi aveva trasmesso un sacco di entusiasmo e voglia di fare per cui sono tornato a Verona a metà del 2013 e nel Gennaio 2014 avevamo già fondato APS Quartiere Attivo.

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Davide Peccantini, secondo da sinistra, e i ragazzi di APS Quartiere Attivo. Foto APS Quartiere Attivo.

Insomma, una prospettiva nuova nella tua vita che era molto in linea sia con i tuoi studi che con la tua attitudine. Che cos’è quindi APS Quartiere Attivo e di cosa si occupa?

Inizialmente ci interessava indagare e sviluppare la storia del nostro quartiere, Borgo Milano, ma ben presto il progetto si è espanso toccando tutte le zone della città. Abbiamo iniziato con la storia del Chievo nel Marzo 2014, per poi occuparci del Villaggio dell’Oca Bianca ad Aprile e dopo ancora siamo stati chiamati da Lugagnano, per sviluppare progetti come quello su Verona Romana.

Ho visto sui vostri canali che in questi anni avete avuto davvero tante idee rivolte alle scuole

Assolutamente! Quello su Verona Romana, ad esempio, è diventato interessante anche per l’Università di Padova, con la quale abbiamo collaborato per quattro anni di fila, dal 2015 al 2019, per sviluppare un progetto su come la realtà virtuale possa incidere sull’apprendimento. In pratica, l’Università di Padova ha creato un’applicazione di realtà aumentata che, durante l’esecuzione delle nostre visite guidate, spiegando monumenti e fatti ai ragazzi e ai bambini, consentiva loro di vedere la ricostruzione dei luoghi storici dell’epoca attraverso un dispositivo fornito dall’Università.

Francesco Castioni Guida Arena
Francesco Castioni spiega Verona Romana a un gruppo di studenti attraverso l’ausilio della realtà aumentata. Foto APS Quartiere Attivo.

Un progetto davvero innovativo!

Sicuramente. Mentre gli altri progetti dedicati alle scuole sono la Storia dei quartieri, che ci ha visti coinvolti in quasi tutti i quartieri della città tranne, manco farlo apposta, Borgo Milano [ride]. Verona Romana, in particolare, veniva contestualizzato a seconda della zona in cui risiedeva la scuola. Se ad esempio ci trovavamo in Borgo Trento, si andava a vedere com’era quella zona al tempo dei Romani, che strade c’erano, ed il tutto si concludeva con la gita. Il progetto Il Risorgimento nei Quartieri, invece, era rivolto invece al Consiglio Comunale dei Bambini, formato da rappresentanti delle classi quarte e quinte elementari. Si presentavano i fatti storici e i personaggi ai bambini, introducendoli alla Costituzione e rendendoli partecipi nello scambio. Mentre invece nel progetto della Seconda Guerra Mondiale nei Quartieri si andava a vedere insieme alle classi cosa succedeva nel loro quartiere durante la guerra.

Lavoro Di Classe
Un momento durante il laboratorio nelle classi. Foto APS Quartiere Attivo.

I progetti di APS Quartiere Attivo sul territorio invece che cosa comprendono?

Dalle scuole siamo passati agli eventi: siamo stati contattati dalla Circoscrizione Settima di San Michele, Madonna di Campagna, Porto San Pancrazio, per organizzare due conferenze in onguno di questi tre quartieri sulla storia del loro territorio. Da lì poi siamo stati nuovamente contattati per fare da guide alla visita della cupola di Madonna di Campagna, per una conferenza sulla storia di Borgo Venezia con l’Avis, più un sacco di altre ramificazioni inaspettate. Nel 2018 è uscito il primo libro su Borgo Milano e uno sul Risorgimento a San Michele. Alla presentazione del libro c’era addirittura il sindaco con 120 persone e mi sono detto “Ok! Non me l’aspettavo!”. Nel 2019, invece, è uscito il secondo libro, Borgo Milano nel Novecento. Dello stesso anno è anche il progetto sui percorsi che partono dalla funicolare, creato grazie ai contributi di AGSM, Funicolare e Assessorato alla Cultura.

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Locandina di presentazione del libro Borgo Milano nel Novecento. Foto APS Quartiere Attivo.

Complimenti! Inoltre, sembra che abbiate saputo instaurare un’ottima collaborazione con le istituzioni e le realtà del territorio

Sì, siamo iscritti dall’anno scorso all’Albo Regionale delle APS, mentre in Comune al Patto di Sussidiarietà con l’Assessorato all’Istruzione. Si tratta di un albo in cui sono iscritte tutte le associazioni che si occupano di valorizzazione del territorio di Verona. Quindi vai dagli Alpini, all’associazione che pulisce i giardini del Parco di Santa Croce a noi che ci occupiamo di valorizzazione del quartiere. Abbiamo fatto questo accordo col Comune, che controlla tutti i nostri documenti. Comune che è molto aperto e che ci ha dato tanto appoggio in tutti i progetti. I libri inoltre sono stati pubblicati grazie ai contributi di AGSM, Amia e Consorsio Zai.

Beh, ma immagino non sia stata sempre una strada così in discesa…

Hai ragione. Io credo che si possa fare tutto! Ma per la mia esperienza posso dire che serve costanza. I primi tempi sono arrivate delle belle silurate: “Sei giovane…”, “Cosa vuoi fare?”. Però alla fine mi sono fatto un bel curriculum, ti fai anche un po’ il nome in questo modo. E poi tutto quello che si è fatto mi serve anche per insegnare a scuola. Contattare persone e personalità, spiegare ai ragazzi… Tutto questo mi ha portato a condurre due differenti percorsi professionali, quello di prof di diritto e quello di storico con APS, che sono sempre e comunque molto collegati tra loro.

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La mappa dei percorsi della Funicolare. Foto APS Quartiere Attivo.

È facile capire come quello che hai creato indichi l’amore che hai per la città, da dove viene questa passione?

La storia mi è sempre piaciuta, fin da quando ero piccolo. Camminavo per la città a naso in su guardando i palazzi. La curiosità è quella che ti contraddistingue. Lo storico ha la curiosità.

Una curiosità che appare molto visibile e trascinante anche attraverso l’opera dell’associazione. A questo proposito, quali obiettivi vi prefiggete?

Obiettivo principale di APS Quartiere Attivo è presentare e diffondere la storia del quartiere, come è nato e come si è evoluto, perché è così il quartiere. Anche porre domande: lo si può modificare? Lo si può migliorare? Cos’è che non va? Nell’ultima lezione di Storia dei Quartieri c’è un’attività in cui si chiede ai bambini di individuare cosa non va nel quartiere e cosa si può fare per migliorarlo. Quindi si intende allenare al pensiero critico. E vengono fuori delle belle idee da bambini di quarta e quinta elementare. Sviluppano idee. È una sorta di formazione della coscienza di un adulto del futuro, sebbene rimanga un’attività molto semplice.

Immagino che in tutto questo abbiate sviluppato una relazione particolare con il territorio di cui l’associazione parla e si occupa. È così?

Sì, ti faccio un esempio: su Facebook e su Instagram pubblichiamo le foto della storia della città, la gente commenta ma ci manda anche foto dei loro archivi personali. Si crea così una sorta di archivio espanso, che viene dal basso. Si fa rete e si trasmette una memoria del territorio. Questo fa sì che nasca senso di appartenenza e allora la gente finisce per pensare o ripensare al luogo in cui vive, nasce iniziativa, voglia di fare. Frutto di queste relazioni è una cosa che non ti ho ancora detto. L’anno scorso ci hanno contattato la biblioteca Civica e l’Associazione Agile per fare la digitalizzazione del quotidiano L’Arena, per cui tutte le Arena dal 1866, di tutti i giorni, vengono scannerizzate e caricate su un sito della Biblioteca Civica. In questo modo puoi cercare, ad esempio, “Sommacampagna” e ti viene fuori l’Arena del 1912. Questa è divulgazione totale.

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Davide durante la conferenza stampa del libro Borgo Milano nel Novecento.
Qui con l’assessore al commercio Nicolò Zavarise e Francesca Vanzo per AGSM Verona. Foto APS Quartiere Attivo.

Si tratta senza dubbio di un lavoro dal valore inestimabile. APS Quartiere Attivo è l’unica realtà che svolge attività di questo tipo nella vostra zona?

Mi risulta di sì, gli unici che si occupano di promozione e valorizzazione del territorio con le modalità che proponiamo. Non solo a Borgo Milano ma in tutta la città. Ci sono i nonni in alcuni quartieri che tramandano la storia orale, ma tante volte diventano partecipanti interessati dei nostri progetti. Purtroppo però Borgo Milano è un quartiere sempre più passivo, un quartiere dormiente tra San Marco e Corso Milano.

Detta così il vostro nome salta all’occhio come una contraddizione, o forse dovrei dire provocazione

Senza contare l’ultimo periodo di chiusura dovuto al virus, la realtà è che ognuno pensa per il proprio orticello, le parrocchie attualmente sono vuote rispetto a una volta. Quando si cammina non si vede più gente in giro. Si vedono i bambini quando escono da scuola ma è ben diverso dalla realtà di venti anni fa.

E secondo te perché è cambiato così?

Io credo che questa parte di città stia vivendo il passaggio, la trasformazione a quartiere di settori quaternario e terziario. Tutti i servizi sono spostati in questa zona, vedi case di riposo, Don Calabria, San Francesco che costruiscono, campi da rugby. Però dal punto di vista culturale e d’incontro c’è poco.

Potrebbe questa stasi avere anche a che fare con la geografia, la morfologia della zona?

Secondo me fa principalmente parte di una deriva sociale. Se penso a Borgo Santa Croce, là è pieno di gente. Un’altra cosa. La geografia non incide molto, se vedi Borgo Roma c’è gente che gira la sera. Questo quartiere avrebbe grandi potenzialità. Però c’è anche da dire che la costruzione di Borgo Milano, con marciapiedi stretti, ha prediletto il traffico automobilistico piuttosto che quello pedonale e ciclabile. San Massimo ad esempio, è ricco di spazi nei quali le persone possono spostarsi più lentamente a piedi o in bici.

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Una classe durante una delle lezioni. Foto APS Quartiere Attivo.

E dove risiedono queste potenzialità?

Beh dal punto di vista infrastrutturale si è vicini al centro: cinque linee di autobus, tangenziale vicina, si può arrivare facilmente in aeroporto o al lago, puoi andare dappertutto. Dal punto di vista culturale, invece, ci sono un sacco di spazi che possono essere valorizzati. Questo spazio qui [indica fuori dalla finestra] potrebbe essere trasformato in un parco giochi anziché essere usato come parcheggio. Ci sono certe zone, come il parco dietro il distretto sanitario, che potrebbero essere valorizzate dal punto di vista culturale invece di essere lasciate ad un’unica funzione e rimanere sottoutilizzate. Oppure la ciclabile lungo il canale Camuzzoni. Il problema principale è che però occorrono finanziamenti, gruppi, persone attive.

Forse vedremo un cambio di rotta con i bambini della tua generazione di studenti, quelli che hanno sperimentato i vostri progetti.

Probabilmente nel 2030 avremo un cambiamento, ci sono dei cicli. Borgo Milano è comunque il quartiere più popoloso della città con i suoi 30.000 abitanti. Solo nella mia via siamo quasi mille persone.

Credo che il risultato del vostro lavoro arriverà, prima o poi. E guardando avanti, quali sono le prospettive per il futuro di APS Quartiere Attivo?

Saremo impegnati fino a Novembre con la digitalizzazione dell’Arena. Un quarto libro su Forte Radetzky dovrebbe uscire a Dicembre, per redigere il quale ho recuperato documenti e planimetrie dall’archivio di Stato di Vienna. Nel libro si parla del forte, del perché è lì, di come mai c’è solo questo resto e che fine ha fatto la struttura precedente. Se poi le scuole riprenderanno ad ammettere persone dall’esterno, quindi virus permettendo, anche i progetti riprenderanno. Nel frattempo facciamo le dirette Instagram dai quartieri sul nostro canale o con Salmon Magazine e altre realtà di Verona.

APS Quartiere Attivo: la storia locale come scelta di vita ultima modifica: 2020-08-19T09:43:02+02:00 da Luca Fratton
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