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Le Alzaie dell’Adige a Verona: queste sconosciute

alzaie adige

Chi di Verona non conosce l’Arena o il balcone di Giulietta? il Teatro Romano o il magnifico ponte Scaligero? Pochi. Pochissimi. Altrettanto pochi, però, conoscono le alzaie dell’Adige a Verona, o conoscono solo quella tra Ponte Pietra e la chiesa di San Giorgio. Ma partiamo con ordine.

Allzaie Adige: Verona città Fluviale

Interrato Acqua Morta Verona

Verona era un tempo città fluviale. Il suo fiume, l’Adige, l’abbraccia e l’abbracciava in una grande ansa ch’è tutt’ora ben visibile da quello ch’è il balcone sulla citta: Castel San Pietro. Nell’ottocento sull’Adige erano presenti molti mulini galleggianti e all’inizio del 900’ grazie all’ampia e costante portata d’acqua di questo fiume, prese vita uno dei poli produttivi più importanti d’Italia per l’industria della carta: le cartiere Fedrigoni, tutt’ora attive.

Questa simbiosi tra Verona e l’Adige è stata più volte cantata dai poeti dialettali, su tutti, Berto Barbarani, la cui statua in bronzo sta all’ingresso della maestosa Piazza delle erbe, quasi a protezione, a indicare al passante di mirare le bellezze dell’antico foro romano.

Ma chi meglio ha incarnato l’indissolubile legame tra la città e il suo Fiume fu Tolo Da Rè, al secolo Vittorio Da Rè, che con la sua poesia più famosa L’Adese, riuscì a plasmare con lo scorrere delle parole lo scorrere d’un fiume e la sua città: Verona.

La grande piena del 1882

piena adige 1882

1882, primi giorni di settembre. Pioggia intesa. Da diversi giorni. L’Adige s’ingrossa, fa paura. In Sottoriva ha già allagato le cantine, ci si prepara al peggio. Si corre ai ripari come si può, il tempo è poco, si spera che smetta di piovere al più presto. I molini sul fiume nella zona dei Filippini e a Riva San Lorenzo rinforzano gl’ormeggi. Le case rasenti le riva mettono paratoie a porte e finestre dei primi piani.

Il 14 settembre a molti Veronesi non rimane che pregare o imprecare. L’Adige straripa con tutta la sua foga, la sua forza, la sua rabbia. Strappa i mulini galleggianti, li trascina, li fa schiantare contro Ponte Nuovo, abbattendolo. Il 17 settembre oltre due terzi di Verona era completamente allagata, e non solo in larghezza: l’acqua arrivo a lambire oltre i primi piani delle case. Da lì in poi il rapporto tra Verona e il suo fiume non sarà più lo stesso.

La ricostruzione, I muraglioni, la nascita delle alzaie dell’Adige

alzaie adige costruzione

22 settembre 1882, dopo la devastante piena, Re Umberto I in persona viene a visitare la città. I danni sono ingenti, non solo alle costruzioni. 11 Morti, 3 ponti crollati, 13 abitazioni completamente distrutte, 300 con ingenti danni. Una città da rifare.

Si decide d’interrare  la parte di fiume che passava intorno all’Isolo, s’allarga il letto del fiume, s’innalzano i Muraglioni nei punti dove non è possibile. Nascono così le alzaie dell’Adige, delle micro-strade che corrono poco sopra il livello normale del fiume, al di sotto della strada principale, e che oggi rappresentano qualcosa di fortemente caratteristico e bucolico, direttamente nel centro cittadino, ma non solo.

L’alzaia dell’Adige nascosta

alzaia adige navigatori

Passato il quartiere Navigatori, sulla sponda orografica destra dell’Adige, ci s’addentra in una piccola oasi adiacente il fianco del fiume. Proseguendola s’arriva fino alla diga del Chievo. Un salto all’interno dei quadri impressionisti di fine ottocento. Un Monet, un Auguste Renoir, si è immersi in una natura sfolgorante, colori, soprattutto in tarda primavera: acacie in fiore, salici, robinie, svettanti pioppi neri, piccole piante da frutto come more di rovo e fragole.

Siamo appena fuori dalla città ma ancora nel perimetro cittadino, se si guarda fuori da questo viale bucolico, si scorgono i brutti palazzoni anni 60-70-80 del quartiere di Borgo Milano. Eppure quest’alzaia è come sospesa nel tempo, un tempo artistico. Un baluardo di natura, lungo il corso del fiume, intatta da più di cent’anni quand’ancora tutt’intorno era aperta campagna.

Non solo flora, ma anche fauna. Chi di noi non ha in mente le scene da film degli scoiattoli a Central Park New York, che prendono il cibo dalle mani dei passanti?  Anche su quest’alzaia se alzate gl’occhi alle fronde degl’alberi potrete vederli, proprio come in un film, saltare da un ramo all’altro. Non verranno però a prendervi il cibo dalle mani. Sono selvatici.

La stradina è lunga poco più di tre chilometri, è adatta sia ai runner che ad una passeggiata, termina alla Diga del Chievo, una piccola diga sull’Adige che potete percorrere e giungere sull’altra sponda del fiume e proseguire fino al quartiere di Borgo Trento, il quartiere Liberty, distante una quarantina di minuti a piedi, e da lì in un quarto d’ora, essere di fronte all’Arena.

Le Alzaie dell’Adige a Verona: queste sconosciute ultima modifica: 2021-01-18T09:39:56+01:00 da Davide Grisi

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